I costi della FIVET: le percentuali di successo e il protocollo per accedere

I costi della FIVET: le percentuali di successo e il protocollo per accedere

La Fivet è la fecondazione in vitro e fa parte delle tecniche di procreazioni assistita a cui gli aspiranti genitori possono accedere. Vediamo le modalità e i costi

Molti aspiranti genitori con problemi di fertilità vorrebbero avvalersi della Fivet, acronimo di Fertilizzazione in Vitro con Hembryo Tranfer, la principale tecnica di fecondazione assistita attualmente disponibile nel nostro Paese esclusivamante in forma omologa (non eterologa).

La Fivet prevede il prelievo degli spermatozoi maschili (solo quelli del partner “legittimo”) e degli ovuli femminili per ottenere una fecondazione fuori dal corpo della donna. Gli embrioni così ottenuti (al massimo due), vengono impiantati nell’utero femminile e si incrociano le dita sperando che attecchiscano (almeno uno), e così si origini una nuova gravidanza.

Chi può accedere alla Fivet? Non tutti gli aspiranti mamme e papà, infatti per poter essere inseriti in lista e quindi avere i costi della procedura coperti (almento in parte) dal Servizio Sanitario nazionale biosogna avere dei requisiti specifici:

Problemi di infertilità certificati, sia di un solo partner che, eventualmente, di entrambi. Uno dei disturbi femminili più frequenti che causano infertilità è, ad esempio, l’endometriosi

Problemi a concepire anche di natura sconosciuta (ad esempio non organici)

Fallimento di precedenti tentativi di concepire attraverso altre tecniche di procreazione assistita come la stimolazione ovarica con inseminazione artificiale (infatti  in genere si comincia con le tecniche meno invasive prima di provare con la Fivet)

Per accedere al protocollo è necessaria l’indicazione del medico di base a seguito di “mancato concepimento nella coppia dopo 12-24 mesi di rapporti mirati“, come stabilito dall’OMS. Un fattore come l’età della donna viene considerato cruciale nel definire le probabilità di successo della Fivet, ragion per cui si preferisce evitare di sottoporre al protocollo le donne che abbiano un’età superiore ai 42-43 anni. Anche l’uso di spermatozoi da un donatore non è contemplato – secondo quanto stabilito dalla controversa Legge 40 – nel nostro Paese.

Chi voglia eludere questi paletti può provare a sottoporsi alla Fivet all’estero, ma naturalmente i costi diventano quasi proibitivi. Se, invece, si è in regola e ci si avvale della fecondazione in vitro in uno dei tanti Centri autorizzati PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), allora i costi saranno (se lo si effettua nella propria regione di residenza) legati al ticket sanitario, oppure più elevati (tra i 600 e i 1000 euro in tutto) per il procedimento completo in un’altra regione.

Infine, quali sono le percentuali di successo? Dipende, come anticipato, dall’età dell’aspirante madre. Sotto i 35 anni, come spiega la ginecologa Sandra Pellegrini del PMA Demetra di Firenza, le percentuali di successo arrivano al 30%, tra i 35 e i 39 anni scendono tra il 15 e il 20%, mentre per le over 40 siamo intorno al 5%.

Foto| Getty Images

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