Ematocrito: i valori normali e cosa fare se è alto o basso

Ematocrito: i valori normali e cosa fare se è alto o basso

L'ematocrito indica, in un test del sangue, il volume delle cellule ematiche rispetto al plasma. Vediamo quali sono i valori normali

E’ il primo valore da andare a controllare quando ci sottoponiamo alle analisi del sangue di routine: l’emocromo, all’interno del quale troviamo anche i livelli dell’ematocrito. Che cosa sta ad indicare questo valore? E’ piuttosto importante, perché individua la concentrazione, o meglio, il volume globale medio delle cellule del sangue rispetto al plasma (la parte sierosa).

Con cellule ematiche intendiamo i globuli rossi (o eritrociti, le più numerose cellule del corpo umano), i globuli bianchi (o leucociti, che fanno parte del nostro sistema immunitario), e le piastrine. Tutte queste cellule sono prodotte dal nsotro midollo osseo.

Quando si sospetta una condizione di anemia, quindi con una insufficiente produzione di globuli rossi, in genere un indicatore importante è proprio l’ematocrito, che sarà basso, perché la parte corpuscolata del sangue è soprattutto costituita dagli eritrociti, considerando che ne abbiamo circa 5 milioni. Ma controllare l’ematocrito è utile in generale, all’interno dell’esame emocromocitometrico che ci fornisce una buona valutazione sullo stato del nostro sangue e, conseguentemente, sulle nostre condizioni di salute in generale.

Quali sono i valori considerati normali dell’ematocrito negli uomini e nelle donne adulti? Tenendo conto che in genere un uomo produce più globuli rossi di una donna (e che quindi il suo ematocrito sarà più elevato), ecco i valori di riferimento:

  • Uomini: 42-52% del totale
  • Donne: 38-45% del totale

Le donne in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, possono subire un calo nei valori dell’ematocrito, considerato fisiologico. Questo perché in questa fase della gestazione la madre produce più sangue, che risulta, però, meno concentrato, con un aumento percentuale maggiore della parte sierosa (il plasma), rispetto a quella corpuscolata. I valori dell’ematocrito calano anche quando ci sia un po’ di anemia, magari dovuta  a carenze nutrizionali. Ferro basso e carenza di vitamina B12 e di folati (frequenti nelle donne in età fertile, ma anche nei bambini), possono provocare una riduzione nella produzione dei globuli rossi. 

Anche emorragie dovute a traumi o interventi chirurgici, oppure a malattie emolitiche del midollo osseo hanno tra i vari sintomi anche valori bassi dell’ematocrito. Cosa signfica, invece, se i livelli salgono oltre la norma? Le cause sono diverse, infatti una aumentata concentrazione della parte cellulare del sangue può essere del tutto transitoria, dovuta a perdite di liquidi del corpo (disidratazione da vomito e diarrea o forte sudorazione), ustioni, assunzione di farmaci, malattie come il diabete.

Quando, poi, si parla di ematocrito alto in assoluto (aumento delle cellule del sangue, in particolare dei globuli rossi), la causa è quasi sempre determinata da mancata ossigenazione dei tessuti. Questa condizione a sua volta può essere determinata da svariate condizioni patologiche tra cui tumori e malattie dei reni, del cuore, bronchite cronica e apnee notturne ostruttive. Si tratta, naturalmente, di condizioni morbose che hanno anche molti altri sintomi e che andranno indagate con opportuni accertamenti dal proprio medico.

 

Foto| Getty Images

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