Metodo Stamina di Vannoni: cos’è, cosa cura e quali sono i costi

Metodo Stamina di Vannoni: cos’è, cosa cura e quali sono i costi

Controverso, bocciato dal mondo scientifico ma visto come unica cura possibile da molti malati, il metodo Stamina continua a far discutere. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza

Parlare del controverso metodo Stamina protocollato dal professore di Lettere Davide Vannoni e utilizzato per curare malattie genetiche molto gravi e rare, per le quali non esiste nessun’altra possibile terapia, è senza dubbio avere tra le mani una patata bollente.

Non solo il metodo, che si basa sull’infusione di cellule staminali in grado di rigenerarsi a livello neuronale, è stato bollato dalla rivista Nature e da tutta la comunità scientifica internazionale come una sorta di “bufala” che non sortisce alcun effetto curativo, ma le ultime notizie parlano addirittura di truffa vera a propria a danno dei malati. 

Stando ai risultati delle analisi dei NAS, e ai verbali redatti dal Comitato di esperti nominati dal Ministero della Salute per valutare la bontà del protocollo Stamina, mancherebbero del tutto i dati necessari per dimostrare che le cellule staminali mesenchimali presenti nelle infusioni siano in grado di differenziarsi in cellule neuronali o di qualunque altra natura. Pertanto, questo metodo di cura sarebbe del tutto inutile, inefficace.

A questa bocciatura replica, però, Davide Vannoni, fondatore e presidente di Stamina Foundation onlus, sostenendo che le valutazioni sono state fatte solo “sulla carta” e non sulla base reale delle reazioni del corpo dei pazienti ai trapianti. Dal canto suo, la Ministra Lorenzin evita di esprimersi perché legata ad un vincolo di “riservatezza”. Ciò che è certo è che il Ministero, dopo aver bocciato senza possibilità di appello il protocollo (ma “sconfessando” una precedente approvazione) non ricorrerà contro il Tar il quale aveva invece ritenuto di sospendere il giudizio negativo del Comitato scientifico in attesa di uleriori analisi. 

Spiegare come funzioni il metodo Stamina non è semplice, ma ci proveremo. Le staminali sono cellule indifferenziate, ovvero in grado di potersi trasformare in qualunque cellula di qualunque tessuto del corpo, o per lo meno in alcuni di essi. Esse si distinguono in totipotenti (in grado di differenziarsi in ogni tipo di cellula), pluri o multi-potenti (capaci di trasformarsi solo in alcuni tipi di cellule) e unipotenti. Le staminali mesenchimali sono cellule adulte pluripotenti da cui in genere si originano cellule del tessuto osseo e connettivo.

Il metodo Stamina utilizza proprio queste specifiche staminali prelevandole dal midollo osseo dei pazienti, e successivamente lasciandole in “incubazione” in vitro in una soluzione 18 micromolecolare di acido retinoico per due ore. Successivamente, le cellule vengono nuovamente trapiantate nel corpo del paziente per infusione. Vannoni sostiene di utilizzare cinque differenti tipologie di staminali mesenchimali adulte per il suo mix curativo.

Una volta “infuse”, le staminali  dovrebbero cominciare un processo di rigenerazione neuronale che sarebbe in grado di curare malattie neurovegetative tutte progressive e molto gravi. Stando a Davide Vannoni sono addirittura 120 le patologie rare che il metodo Stamina è in grado di guarire o di cui può alleviare i sintomi e rallentare il decorso. Naturalmente, non facendo parte di un protocllo inserito all’interno dei metodi terapeutici previsti dal Servizio Sanitario Nazionale, il metodo Stamina è del tutto a carico del paziente, che deve sborsare una cifra molto elevata per assicurarsi le cure.

Un singolo trattamento costa dai 20 ai 30mila euro. Cifre senza dubbio proibitive per molti. Prima che il caso Stamina “scoppiasse” con le bocciature e le accuse al suo ideatore degli ultimi giorni, il precedente ministro della Salute, Renato Balduzzi, aveva dato l’ok al protocollo in alcuni casi ristretti fcendolo rientrare all’interno delle cosiddette “cure compassionevoli“, da somministrare a chi non abbia speranze di guarigione. Prima di emettere un giudizio deifinitivo su questo metodo di cura, quindi, forse bisognerà attendere altre analisi e almeno una sperimentazione sicentifica seria ad ampio raggio. 

Foto| via Pinterest

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