Proprietà benefiche dell'acetosella



Nelle tradizioni popolari, veniva usata tritata per una rapida guarigione delle piaghe cutanee. E’ una pianta d’aspetto simile al trifoglio ma più elegante sia per portamento che per la delicata bellezza dei fiori. Un tempo se ne estraeva l'acido ossalico per vari usi: pulizia di oggetti in cuoio, trattamento delle macchie di inchiostro e di ruggine. I contadini, invece, se ne servivano per predire il tempo: all’approssimarsi della notte le foglie si chiudono, se di giorno – rialzandosi - sono ancora chiuse vuol dire che si annuncia un temporale.

L’Acetosella (Oxalis Acetosella), il cui nome deriva dal greco "Oxys" letteralmente "acido" (è riferito al suo tipico sapore acidulo), è un ottimo antinfettivo, purifica il sangue, è diuretico, depurativo, febbrifugo e rinfrescante. Si utilizza la pianta fresca raccogliendone le radici e le foglie ancora tenere, mentre la pianta essiccata perde le sue proprietà.

Le foglie si mangiano sia crude che cotte. Trova quindi impiego in fresche insalate rinfrescanti primaverili, nella cura di dermatosi e ascessi, in caso di piccole ulcere dell’apparato orale. Il suo alto contenuto di vitamina C la rende pianta antiscorbutica.

Tuttavia per la loro grande ricchezza di acido ossalico è opportuno non abusarne perché a dosi elevate risulta tossico. Coloro che soffrono di disturbi ai reni, allo stomaco o ai polmoni dovrebbero evitarne del tutto il consumo che è benefico, appunto, in piccole quantità.

Il decotto di radici e di foglie di acetosella si ottiene ponendo in un litro di acqua mezzo etto di radici miste a foglie, lasciando bollire per circa 5 minuti e bevendo tutto non appena raffreddato durante il corso della giornata. Questo decotto ha proprietà astringenti, diuretiche, depurative e decongestionanti per il fegato.

La medicina popolare raccomanda il succo spremuto di fresco all’inizio di un cancro allo stomaco, contro ulcere e tumori cancerosi interni ed esterni. Il succo si ottiene con l’ausilio della centrifuga elettrica ad uso domestico. Veniva infine utilizzata per guarire dalla scrofolosi, una grave infezione dei linfonodi.

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