Tachicardia dopo i pasti, i consigli per contenerla

Tachicardia dopo i pasti, i consigli per contenerla

Perché dopo un pasto, magari abbondante, si soffre di tachicardia? Vediamo le cause e come contenere questo disturbo

Soffrire di tachicardia sinusale dopo i pasti, con un aumento del numero dei battiti fino a superare i 100 al minuto, non è raro, e nella maggior parte dei casi non è associata a a disturbi del cuore e della circolazione.

In generale, dal momento che la fase digestiva richiede un buon afflusso di sangue allo stomaco, è normale che il cuore aumenti il ritmo, e quindi anche i battiti, soprattutto dopo un pasto pesante che richieda un superlavoro dell’apparato gastrico.

Detto questo, predisposti alla tachicardia postprandiale sono anche tutti i soggetti ansiosi, e chi soffre di patologie infiammatorie del tubo digerente tra cui reflusso gastroesofageo. Anche le disfunzioni della tiroide possono manifestarsi, tra gli altri sintomi, con un aumento del battito cardiaco dopo uno sforzo digestivo. In ogni caso, qualunque sia la causa della tachicardia, diverse sono le possibilità a nostra disposizione per contenerla.

Innanzi tutto è buona norma non fare pasti pesanti in cui siano presenti troppe portate. I cibi da preferire sono i vegetali, la carne bianca, la pasta, le patate (non fritte) e il riso, il latte e la frutta non acida. Continue digestioni laboriose non possono che affaticare anche il cuore. Se soffriamo di gastrite o reflusso, di spasmi allo stomaco e acidità, possiamo assumere dei farmaci anti acido che aiutino il processo digestivo.

Ottimi anche rimedi naturali come le tisane digestive e rilassanti a base di camomilla, menta e liquirizia. Sempre per alleggerire addome e torace dopo aver mangiato e rallentare il battito cardiaco, possiamo provare con l’omeopatia. Sono consigliati Ignatia alla 15 CH (5 granuli 2 volte al giorno) e Lachesis alla 9 CH (sempre 5 granuli 2 volte al giorno). Per quanto riguarda i rimedi fitoterapici ottime le gocce di biancospino e la passiflora, da assumersi lontano dai pasti. 

Infine, il modo migliore per controllare il battito cardiaco accelerato non patologico (dovuto a stati ansiosi o a una disfunzione neurovegetativa), è quello di imparare a rilassarsi con il training autogeno. Si tratta di esercizi analoghi a quelli della meditazione orientale, ma più adatti al nostro sile di vita e alla nostra forma mentis di occidentali. Si possono eseguire in qualunque momento e aiutano a mantenere sotto controllo il cuore evitando che “prenda il volo”. 

Foto| Getty Images

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