Visione in 3D: non crea problemi alla vista

occhiali 3D Dopo i clamori dovuti all'uscita di Avatar e poi ancor di più dopo il caso della presunta infezione agli occhi riportata da una bambina in una sala cinematografica 3D di Milano, finalmente un po' di chiarezza sulla visione tridimensionale ci voleva proprio. E a fare chiarezza è la SOI, Società Italiana di Oftalmologia che, durante il suo congresso conclusosi sabato a Roma, ha dato luce verde elaborando un documento che ha messo d'accordo tutti gli esperti.

Tre i punti fondamentali emersi. Il primo è che gli eventuali malesseri che possono colpire un numero limitatissimo di persone durante la visione 3D sono reversibili: basta togliere gli occhiali. Il secondo è che le persone “a rischio” sono un numero limitato di soggetti con particolari sensibilità, come il mal di mare o la claustrofobia, ma si tratta di sintomatologie generalmente conosciute e per le quali si possono prendere provvedimenti evitando, tra l'altro, la visione di un film in 3D.

Il terzo punto è che vedere un film in 3D non solo non può in alcun modo danneggiare gli occhi o la salute a qualsiasi età, ma anzi potrebbe essere un ottimo rilevatore di qualche altro disturbo, soprattutto nei bambini: in questo senso la visione del cinema 3D può rappresentare un ulteriore screening di massa, qualora nella prevenzione scolare qualche disturbo non fosse stato individuato.

Foto | Flickr

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