La tanoressia si cura con i farmaci

Ne avevamo già parlato qualche tempo fa: la tanoressia o sindrome compulsiva da sole (SCS) è una patologia emergente che rientra fra le dispercezioni corporee (new addictions) e oltre 11 milioni di italiani ne soffre. Per curarla oggi si può ricorrere ad una nuova scienza chiamata neuro dermatologia e quindi alla somministrazione di farmaci.

"Molte persone hanno un bisogno ossessivo di apparire sempre abbronzate e se ciò non accade entrano in ansia e non si sentono sicure di sé. Il tono dell'umore, l'autostima e il senso di benessere è quindi direttamente proporzionale al livello di abbronzatura". Lo ha spiegato il dermatologo Matteo Cagnoni, presidente dell'Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG) che ha commissionato all'istituto SWG di Trieste un sondaggio sugli italiani e la tanorressia da cui è emerso che a soffrire in modo serio di questo disturbo è il 20% degli italiani, in particolare le donne.

Secondo le parole dell’esperto questo disturbo si fonda su un senso di insicurezza del sé corporeo, per cui le persone non si vedono mai abbastanza abbronzate. I tanoressici dimostrano uno scarso livello d’attenzione per i pericoli che la loro dipendenza può provocare: pelle rovinata, rughe precoci e rischio di tumori della pelle non sembrano essere buoni deterrenti per i malati dell’abbronzatura.

Un nuovo studio a riguardo sarà presentato dal ricercatore e dermatologo durante i lavori del congresso nazionale di dermatologia in svolgimento presso la fiera del Rimini Wellness da domani fino al 22 maggio.

Secondo tale ricerca la somministrazione di farmaci serotoninergici (utilizzati per la cura della depressione, attacchi di panico) potrebbero riuscire a controllare con efficacia questa dipendenza, rendendo i pazienti in grado di controllare e limitare fortemente il bisogno di esporsi al sole.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: