AIFA aggiorna il bugiardino del Nimesulide



Il Nimesulide è uno degli antinfiammatori non steroidei più utilizzati nel mercato e da qualche anno è finito sotto accusa in Europa per alcuni gravi effetti che potrebbe avere sul fegato. Da quanto è entrato in commercio diversi sono stati i casi di insufficienza epatica (alcuni fatali) riscontrati a seguito dell’assunzione prolungata. Tali circostanze hanno spinto Paesi come l’Irlanda a sospenderne la vendita a scopo precauzionale.

Nel 2007 l’EMEA (Agenzia europea che regola l’autorizzazione e la sicurezza dei farmaci) ha avviato una revisione della sicurezza epatica del Nimesulide e al termine di questa inchiesta ha confermato l’autorizzazione alla vendita e dichiarando favorevole il rapporto tra beneficio e rischio del Nimesulide. Nell’ottobre del 2009 anche la Commissione Europea ha confermato l’autorizzazione alla vendita del farmaco.

Recentemente l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha previsto un aggiornamento del foglietto illustrativo del Nimesulide allo scopo di rendere note le controindicazioni nell’assunzione del medicinale e le precise modalità in cui assumerlo per limitare il rischio di danno epatico.

Queste le nuove indicazioni dell’AIFA in merito al Nimesulide:

  • va prescritto solo dopo un’attenta valutazione dei rischi del paziente
  • va assunto in minima dose e per il minor tempo possibile (non più di 15 giorni)
  • va preso solo come trattamento di seconda linea per il dolore
  • va immediatamente interrotto alla prima manifestazione di sofferenza epatica.
  • In fine, tutte le confezione contenenti più di 30 bustine sono state ritirate dal mercato proprio per evitare una assunzione continuativa e prolungata che sfugga al controllo medico.

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