Proprietà benefiche della malva



La Malva (Malva silvestris L.) è una pianta usata fin dai tempi più remoti. Nel VIII secolo a.C. veniva usata come rimedio medicamentoso e come ortaggio (se ne mangiavano i teneri germogli). Cicerone ne era molto ghiotto. Marziale la usava come cura riparatrice dopo un’orgia. Plinio diceva che una pozione a base di succo di malva evitava malesseri per tutta la giornata. Nel XVI secolo in Italia era chiamata "omnimorbia", cioè rimedio per tutti i mali.

In realtà anche oggi si usa come rimedio per molti disturbi, oltre a quelli già detti prima, come ad esempio in sciacqui per le gengive infiammate, per le afte della bocca, per rinfrescare e decongestionare gli occhi; inoltre per lenire l'infiammazione di una puntura d'insetto si strofina la foglia fresca dopo aver tolto il pungiglione.

Essendo molto ricca di mucillagini, la malva è emolliente e protettiva delle mucose oro-faringee ed è utile contro la tosse stizzosa; blandamente lassativa e bechica (calmante della tosse). Oltre a queste virtù, viene usata nelle irritazioni della cavità dei denti, dello stomaco, dell'intestino e delle vie urinarie.

In cosmetica l’infuso aggiunto all’acqua del bagno ha un effetto emolliente ed idratante per la pelle, oltre ad essere utilizzato come lozione per pelle arrossata con cuperosi.

In cucina la malva può essere usata con successo anche in cucina come ingrediente nelle verdure rinfrescanti.

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