Stati Uniti, bronco 3D (e non trachea) salva la vita a bambino

Il piccolo Kaiba non poteva respirare a causa di una malattia che porta al collasso delle vie respiratorie, ma è stato salvato da medici e ricercatori che hanno costruito un supporto su misura per il suo bronco sinistro (e non, com'è stato erroneamente riportato, la trachea)

trachea

Esiste una rara malattia, la tracheobroncomalacia (Tbm), che impedisce ai bambini che ne soffrono di respirare. Alcuni casi sono talmente gravi da portare al decesso di chi ne soffre. Oggi, però, i ricercatori dell'Università del Michigan sono letteralmente riusciti a far tirare un sospiro di sollievo a chi ha a che fare con questa patologia. Basandosi su immagini tridimensionali ottenute ai raggi X delle vie repiratorie del piccolo Kaiba, che all'età di soli 2 mesi ha dovuto fare i conti con il collasso di uno dei bronchi causato dalla grave forma di Tbm di cui soffre, medici e ricercatori hanno costruito un bronco 3D artificiale in grado di mantenere aperto il suo bronco sinistro difettoso, salvandogli la vita.

Il metodo che ha permesso al piccolo di tornare a respirare normalmente è stato descritto sulle pagine del New England Journal of Medicine. Utilizzando una speciale stampante e le immagini delle vie respiratorie del bambino è stato prodotto in poche ore un supporto dalla forma e dalla dimensione adatte per mantenere aperto il bronco che, collassando, impediva a Kaiba di respirare. Il materiale da cui è formato è il policaprolattone, un polimero sintetico biodegradabile che sarà riassorbito dall'organismo del piccolo in circa 3 anni. A questo punto, le vie respiratorie di Kaiba si dovrebbero essere sviluppare completamente e non dovrebbero più averne bisogno.

E' stato fantastico

ha raccontato Glenn Green, pediatra dell'Università del Michigan.

Appena lo stent è stato posizionato i polmoni hanno iniziato ad andare su e giù per la prima volta e abbiamo capito che sarebbe andata bene.

Tre settimane dopo, il piccolo è stato staccato dalle macchine per respirare. I controlli successivi hanno confermato il buon funzionamento delle vie respiratorie.

Oggi Kaiba ha 20 mesi e, come ha raccontato la madre, April Gionfriddo, che nel bel mezzo di una tranquilla cena si è trovata a dover correre all'ospedale col suo piccolo ormai cianotico perché non riusciva più a respirare,

non è più diventato blu nemmeno una volta.

La tracheobronchomalacia grave è una malattia che mi preoccupa da anni

ha commentato Green.

Ho visto bambini morirne. Vedere questa soluzione funzionare è un risultato importante e offre speranze a questi bambini.

Via | New England Journal of Medicine; Medical Daily
Foto | University of Michigan

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