Esame dell’omocisteina nel sangue: a cosa serve e perché farlo

Esame dell’omocisteina nel sangue: a cosa serve e perché farlo

A cosa serve l'esame dell'omocisteina e quando è bene farlo.

Sappiamo tutti quanto sia importante controllare costantemente il nostro livello di colesterolo nel sangue perché incrostazioni di questo grasso possono interferire con l’attività cardiaca e occludere le arterie. Non meno insidiosa è l’omocisteina, una molecola molto meno “famosa” del colesterolo, che dovremmo cominciare a conoscere per prevenire disturbi cardiaci e circolatori in futuro.

Esame dell’omocisteina

L’esame dell’omocisteina è un test di laboratorio che viene prescritto dal medico per valutare il rischio cardiovascolare del paziente. E’ un aminoacido che quando raggiunge concentrazioni troppo elevate nel sangue può aumentare il rischio di infarto e di ictus. La molecola deriva dall’alimentazione, in particolare dai cibi proteici di origine animale. Ad occuparsi del metabolismo dell’omocisteina sono alcuni enzimi e le vitamine B6 e B12 e il rene è l’organo preposto alla sua assimilazione. Quando il corpo è in carenza di folati e di vitamine del gruppo B, soffre di insufficienza renale oppure quando la dieta introduca quantità eccessive di proteine animali, allora possiamo andare incontro a una iperomocisteinemia. Questo aminoacido danneggia le pareti dei vasi sanguigni e provoca scompensi a vari livelli, indebolisce le ossa e favorisce la comparsa di malattie degenerative del sistema nervoso centrale come l’Alzheimer.

E’ uno dei fattori di rischio delle patologie cardiovascolari, che sono anche la prima causa di morte in Italia e in tutto il mondo industrializzato e le cause dell’omocisteina alta possono essere diverse.

Omocisteina: i valori di riferimento

Quali sono i valori di riferimento dell’omocisteina? Questi variano a seconda del sesso per le persone adulte e anche dell’età: avremo concentrazioni massime per le donne e gli uomini adulti, ma anche per chi ha meno di 14 anni, quindi per i bambini. I valori di riferimento dell’omocisteina sono i seguenti:

  • Per le donne adulte la soglia massima è pari a 10 micro moli
  • Per gli uomini adulti è di 13 micro moli
  • Per i minori di 14 anni ambosessi è di 11,3

Omocisteina alta

Quando i livelli ematici vanno oltre i valori massimi consentiti, allora bisogna intervenire. In caso di omocisteina alta bisogna capire quale sia la causa di questo innalzamento della concentrazione di omocisteina, e agire su quella, e in secondo luogo cominciando subito una dieta adeguata che sia ricca di vitamine e antiossidanti. Cosa mangiare? Bisogna diminuire l’apporto di carni e derivati e aumentare le porzioni di frutta e di verdura.

Valori alti di omocisteina aumentano il rischio di soffrire di malattie come infarto cardiaco, cardiopatia ischemica, ictus e trombosi:

  • valori compresi tra 16 e 30 micro-moli per litro indicano un aumento moderato del rischio;
  • valori compresi tra 31 e 100 micro-moli per litro sono associati a un aumento medio del rischio cardiovascolare;
  • valori superiori a 100 micro-moli per litro, infine, sono correlati ad un grave rischio cardiovascolare.

Omocisteina bassa

E cosa succede in caso di omocisteina bassa? Se i valori sono più bassi rispetto alla norma, i rischi per la salute sono ridotti, così come non possiamo notare sintomi particolari legati a questa condizione, al contrario di valori alti che, invece, possono esprimersi con segnali ben chiari sulla nostra salute. L’omocisteina è di solito bassa in chi segue una dieta povera di grassi, in chi ha uno stile di vita attivo. Chi segue una dieta vegana può compensare le carenze assumendo noci brasiliane e semi di sesamo, mentre i vegetariani possono farlo mangiando formaggi stagionati. L’omocisteina in gravidanza può essere più bassa della norma: per questo è importante assumere sempre l’acido folio, una molecola che consente la conversione di omocisteina in metionnia.

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