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Linfonodi al collo ingrossati, quando sono pericolosi e quando fare la biopsia

Linfonodi al collo ingrossati, quando sono pericolosi e quando fare la biopsia

I linfonodi del collo, così come tutti quelli che si trovano nel nostro corpo, producono anticorpi, pertanto si ingrossano quando c'è in corso un'infezione. Vediamo quando dobbiamo preoccuparci e come agire

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Vi state massaggiando il collo un po’ rigido, oppure state agganciando una catenina e… sentite una pallina che sporge dai lati. Sono i linfonodi ingrossati, e immediatamente pensate al peggio, vi spaventate e l’angoscia vi attanaglia.

Bé, non fatelo, non pensate subito di essere moribondi, perché nella stragrande maggioranza dei casi i linfonodi del collo aumentano di volume ogniqualvolta vi sia un’infezione, anche piccola, nel vostro corpo, soprattutto a carico delle prime vie aeree.

Questo accade perché la linfoghiandole, altro termine per definire i linfonodi, che sono dislocate in diversi punti del corpo tra cui ascelle e inguine, sono dei punti di raccolta della linfa che scorre attraverso il sistema linfatico parallelo a quello sanguigno, ma sono anche le aree in cui si producono gli anticorpi, le difese del nostro corpo. Il sistema immunitario, quando vi sia un’infezione in atto, di qualunque tipo, per “spegnerla”, deve schierare il suo “esercito” di anticorpi per sconfiggere l’agente patogeno che causa l’infiammazione, quindi attiva i linfonodi in cui si producono queste moleocole i quali, conseguentemente, aumentano di volume. Si tratta di un processo del tutto naturale, che non deve spaventarci.

Quando ci ritroviamo la linfoghiandole cervicali tumefatte e magari abbiamo la tosse, il raffreddore, la bronchite o la tonsillite, è tutto ok, il nostro corpo sta reagendo alla malattia. Anche la mononucleosi, o malattia del bacio, provoca un ingrossamento delle linfoghiandole del collo che può perdurare per mesi, perché il virus di questa patologia rimena latente a lungo nel corpo. Quando, però, dobbiamo preoccuparci? Bé, i linfonodi possono anche essere sede di neoplasie chiamate linfomi, oppure un loro ingrossamento non associato a dolore può indicare che in altri organi si stia sviluppando un tumore. Nel caso dei linfomieloni o forme di leucemia, tra i sintomi da non sottovalutare, oltre alla tumefazione delle linfoghiadole del collo che non recede per un minimo di tre settimane, troviamo:

  • Febbre o febbricola
  • Prurito diffuso, soprattutto nelle ore notturne
  • Dimagrimento ingiustificato
  • Sudorazione notturna

 

Di fronte ad una siffatta sintomatologia non ci resta che recarci dal medico e sottoporci ad esami tra cui le analisi del sangue e la biopsia dei linfonodi, che consiste nell’aspirazione di un frammento di cellule ghiandolari per studiarne la natura. 

Foto|di imatheo per Flickr

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