Le cellule vegetali staminali fanno davvero bene alla salute?

cellule vegetali staminali

Cellule vegetali staminali: fanno davvero bene all’organismo? E’ questa la domanda che, da ormai diverso tempo, si pongono coloro che si ritrovano di fronte a slogan del tipo: “più giovani e più capelli con le cellule staminali vegetali”. Ma sarà davvero così? Il problema dell’età che avanza e quello della calvizie, non risparmiano praticamente nessuno. Chi più, chi meno, ognuno di noi si ritrova prima o poi a dover fare i conti con problemi del genere. Come fare a fronteggiarli al meglio? Con le “armi” giuste naturalmente. Ma siamo proprio sicuri che queste armi siano da ricercare nelle staminali vegetali?

In merito all’argomento, esistono parecchi punti di vista, molti dei quali discordanti fra loro. Se per molti è infatti dimostrato che le cellule staminali provenienti da piante con spiccate caratteristiche di resistenza ed autoriparazione abbiano effetti benefici sulla cute ed anche nella prevenzione della caduta dei capelli, per altri è altrettanto vero che al momento non esistono abbastanza studi scientifici che confermino questo dato, per cui dichiarare a gran voce che tali cellule abbiano effetti miracolosi per la salute delle persone, sarebbe davvero fuorviante.

C’è chi però non la pensa allo stesso modo. Fra i promotori dell’impiego delle cellule staminali vegetali – tratte generalmente dalle gemme o dalla parte terminale della radice della pianta – vi sono coloro che ricordano che degli studi sui follicoli, che dimostrerebbero un effetto nel rimandare la morte del follicolo stesso, sarebbero già stati condotti, ed avrebbero dato esiti piuttosto positivi.

Certo, parlare di miracoli è sicuramente fuori luogo, ma non bisogna accantonare categoricamente e con scetticismo la possibilità che tali rimedi possano davvero fare effetto. Del resto, gli effetti benefici delle piante sull’organismo umano sono molteplici ed ampiamente dimostrati. Attendiamo quindi nuovi studi che possano dimostrarne l’effettivo potenziale.

via | AdnKronos, Laboratorio2000
Foto da Pixabay

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