Proprietà benefiche del centinodia

Anticamente il Centinodio (Polygonum aviculare L.) veniva usato mediante applicazione della polpa o ingestione del decotto come antiemorragico e cicatrizzante di ferite e ulcere interne ed esterne.

Ai giorni nostri questa pianta, conosciuta anche con i nomi comuni di “Correggiola”, “Centimorbia”, “Erba spaghetta”, “tiragia”, “scorezoela”, “ligabò erba dei cento nodi”, “attacca fagiuoli” e “sanguinaria”, viene impiegata per uso esterno come antinfiammatorio e astringente sulla pelle e sulle mucose.

Per uso interno il centinodia, per la presenza di silicie, frena l'invecchiamento delle fibre elastiche, specie a livello cardiovascolare dell'aorta, diminuisce il rischio di ateromatosi (malattie delle arterie), tratta e previene la osteoporosi. E' utile nelle convalescenze, è coadiuvante nella sudorazione notturna in soggetti tubercolotici; i flavonoidi inibiscono la aggregazione piastrinica; può essere impiegata inoltre insieme ad altre piante per esercitare una azione ipotensiva. Ha proprietà espettoranti, antidiarroiche; si usa nella calcolosi vescicale e renale, nella litiasi renale, per la capacità di aiutare ad espellere sassi piccoli e grandi. E' antiemorragica, astringente, vasocostrittrice, indicata nelle piaghe nelle ferite, nelle ulcere per la sua azione antiemorragica e antiflogistica e per favorire le cicatrizzazioni.

Per il suo contenuto in tannini, questa pianta è anche astringente e antidiarroica.

La medicina popolare gli riconosce, oltre alle proprietà diuretiche ed antinfiammatorie, anche proprietà emostatiche. Il centinodia può, inoltre, essere utilizzato nelle lievi flogosi delle vie aeree.

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