Proprietà benefiche dell'erba catiorà



Pianta conosciuta già dagli antichi greci come vulneraria e febbrifuga, veniva infatti utilizzata dai soldati per curare le ferite. In Italia ritroviamo un uso molto particolare nella Lessinia veronese, dove la popolazione cimbra la utilizzava per problemi di raffreddamento come panacea contro tutti i mali invernali. Un altro uso particolare si ritrova in Toscana dove la pianta è conosciuta come "erba della paura".

Tra gli altri nomi comuni con cui è conosciuta compaiono: "Gras under liebess vrau", "Erba cativorà", "Erba della Madonna", "Erba della paura", "Strigonella", "Stregonella", "Erba giudaica", "Erba balbunega", "Erba du consumo", "Giavara", "Erba da le ore", "Jerbe da l’incontradure".

All’Erba Catiorà (Stachys Recta) sono riconosciute diverse proprietà che vengono maggiormente esplicate a seconda delle modalità di utilizzo: antinfiammatoria, antisettica, astringente, stomatica, sedativa, febbrifuga e vulnerarie.

Come suffumigi è indicata contro le malattie da raffreddamento invernali. Come tintura od infuso può essere utilizzata per infiammazioni interne, mal di denti, emicrania e mal di testa. Per uso esterno come tintura di pianta fresca, può essere utilizzata come pronto soccorso per piccoli incidenti grazie alla sua proprietà vulneraria ed antisettica.

In alcune zone dell’Italia, come Toscana ed Emilia, questa pianta veniva utilizzata in decotto aggiunto all’acqua del bagno dei bambini serviva per esorcizzare le paure. Un altro utilizzo popolare era quello del "Sendà", che consisteva nel versare il decotto di erba raccolta nel giorno di San Giovanni in due bacinelle nelle quali si immergevano le mani. Se sul fondo si formava una strana torbidezza significava che la paura o il malocchio erano stati allontanati.

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