Stress, il test del respiro aiuta a misurarlo

Stress, il test del respiro aiuta a misurarlo

Il respiro si è rivelato un ottimo indicatore dei livelli di stress dei pazienti: ecco le ultime scoperte scientifiche

 

Come combattere lo stress? E soprattutto, come fare ad evitare che questo possa raggiungere livelli eccessivi? A quanto pare, per comprendere se una persona è o non è eccessivamente stressata, basterebbe studiarne il respiro. La scoperta sarebbe stata fatta dai ricercatori della “Loughborough University“, i cui studi sono stati pubblicati sulle pagine della rivista “Journal of Breath Research“. Ma andiamo nel dettaglio, e scopriamo com’è possibile che da un semplice respiro, potrebbe essere studiato il livello di stress cui sarebbe sottoposta una persona. 

Lo studio inglese sarebbe stato condotto su un campione di 22 soggetti, di cui 10 uomini e 12 donne, e sarebbe stato diviso in due parti. Nella prima parte, i volontari dovevano ascoltare musica non stressante, mentre nella seconda parte, avrebbero dovuto svolgere degli esercizi aritmetici mirati appositamente a procurare stress nei soggetti.

 

Durante lo studio, oltre al respiro dei soggetti sono stati misurati anche i battiti cardiaci e la pressione del sangue.

 

Ebbene, durante le situazioni di stress pare che due composti nel respiro (2- metilpentadecano e 2-metilindole) sarebbero aumentati man mano che la tensione aumentava, e sarebbero stati inoltre identificati sei marcatori nel respiro che potrebbero essere appunto utilizzati come indicatori del livello di stress.

 

Grazie alla loro scoperta, gli studiosi sperano si essere riusciti a trovare un nuovo metodo indolore, non invasivo, e senza dubbio molto rapido per riuscire ad identificare i livelli di stress eccessivamente alti dei pazienti, e per aiutare quindi il paziente a gestire in tempo la situazione.

 

“Se fossimo in grado di misurare lo stress oggettivamente in modo non invasivo,  – ha infatti spiegato il professor Paul Thomas, autore dello studio – ne potrebbero beneficiare i pazienti e le persone vulnerabili a lungo termine che hanno difficoltà a comunicare le risposte allo stress, come coloro che sono affetti da morbo di Alzheimer“.

 

via | Agi, Healthcanal

Foto | Flickr 

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