Proprietà benefiche della genziana

Il suo nome deriva da Gentius, re dell’Illiria dal 180 al 167 a.C. Secondo Dioscoride, fu colui che introdusse la pianta nella medicina, apprezzata ed utilizzata nella preparazione di sostanze curative e soprattutto di tonici. In passato in tutta Europa era molto utilizzata come febbrifugo prima della introduzione del chinino. Nei rimedi popolari la genziana veniva usata per combattere la febbre del cane.

La radice di Gentiana Lutea produce uno degli amari tonici più forti di origine vegetale.

Di essa si utilizza la radice essiccata che ha un caratteristico sapore amarognolo conferitole da alcune sostanze amare in essa contenute, in particolare dalla genziopicrina. Ha proprietà stomachiche, tonico-stimolanti, vermifughe ed antifermentetive. La radice di genziana presa prima dei pasti, in macerazione di acqua o vino, ha funzione tonico-aperitiva, presa dopo i pasti facilita la digestione, combatte la costipazione e la diarrea; inoltre stimola la produzione di leucociti utili per combattere le astenie e le convalescenze da malattie.

La genziana viene impiegata per combattere anoressia, affaticamento generale, dispepsia atonica gastrica e intestinale, convalescenza, anemia.

In cosmetica l’infuso di genziana si usa per detergere le pelli grasse e lentigginose.

Se ne sconsiglia l’uso alle gestanti, in più in dosi elevate la genziana danneggia la digestione e causa vomito, è controindicata nei casi di ulcera gastroduodenale, gastrite acuta, iperacidità gastrica, ernia iatale, esofagite.

Importantissimo da ricordare: mai utilizzare la radice fresca di genziana maggiore perché è velenosa; inoltre, mai confondere la genziana maggiore con il veratro bianco o l’elleboro bianco perché sono velenosi.

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