Il ruolo dei linfonodi nella diagnosi di un tumore

Linfonodi e tumori: qual è la correlazione che li lega? Ecco alcune indicazioni utili in merito al rigonfiamento dei linfonodi per la diagnosi di tumore

Linfonodi ingrossati

Linfonodi e tumori: qual è la correlazione che li lega? O meglio, qual è il ruolo dei linfonodi nella diagnosi di un tumore? Spesso la presenza di linfonodi ingrossati (noti anche con il nome di linfoadenopatia) desta non poca preoccupazione nei pazienti. Coloro che notano tale ingrossamento infatti, temono che la causa principale possa essere proprio un tumore. In realtà, molto spesso l’ingrossamento dei linfonodi (la cui importantissima funzione è essenzialmente quella di filtrare e arrestare germi o cellule tumorali) è dovuto più che altro a delle infezioni delle vie aeree superiori, malattie infettive, infiammatorie o autoimmuni non eccessivamente gravi.

Naturalmente non si può generalizzare, e per questa ragione, nel caso in cui doveste avvertire un rigonfiamento anomalo dei linfonodi, la prima cosa da fare è senza dubbio quella di rivolgersi al proprio medico curante.

In un organismo umano si trovano in media dai 600 agli 800 linfonodi, che sono distribuiti in diverse parti del corpo, dall’addome alle ascelle, dal collo fino all’inguine. Quando i linfonodi si ingrossano, è possibile percepirli al tatto, e se ne possono valutare la forma, la dolorabilità, la consistenza ed anche la mobilità. Oltre a ciò, è possibile riscontrare anche un arrossamento della parte interessata, che potrà risultare anche più calda rispetto al normale. In questo caso, è meglio rivolgersi subito al proprio medico, anche se ciò generalmente non implica la possibilità che si tratti di una malattia tumorale.

I linfonodi si ingrosseranno invece in maniera molto più evidente nel corso di processi metastatici. Normalmente essi non provocano dolore, risultano particolarmente duri al tatto, e non diminuiscono di volume con il passare del tempo, ma anzi, aumentano la propria grandezza.

Per quanto riguarda linfomi come quello del tipo Hodgkin e non Hodgkin, il linfonodo rappresenta la prima sede in cui si origina il tumore. Particolare attenzione va riservata ai linfonodi che si trovano sopra la clavicola, poiché nel 90% dei casi per i pazienti con più di 40 anni, e nel 25% dei casi per i pazienti più giovani, si tratta di una spia di un tumore maligno.

Di fronte a linfonodi ingrossati, se essi sono accompagnati da febbre, perdita di peso e sudorazione anormale, il medico potrà decidere di procedere con una biopsia.

via | Airc
Foto | da Pinterest di Faith

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