Cardirene in gravidanza: a cosa serve e la posologia

Il cardirene è un farmaco che viene impiegato per prevenire trombosi e altri fenomeni analoghi e può essere prescritto anche in gravidanza, quando potrebbe capitare di soffrire di disturbi alla circolazione e alle vene.

Cardirene in gravidanza

Il cardirene in gravidanza è un farmaco antitrombotico, che viene utilizzato per prevenire gli eventi atero-trombotici più importanti: viene usato per casi del genere che si manifestano dopo un infarto miocardico, dopo un ictus, dopo un attacco ischemico transitorio, in caso di persone che soffrono di angina pectoris instabile e cronica.

Il cardirene in gravidanza può essere assunto, ma con modalità molto precise e previa prescrizione del medico, che dovrà seguirvi per tutto il trattamento. In realtà è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, quando sono passate cioè le 24 settimane di gestazione. E' sconsigliato, invece, del tutto durante l'allattamento.

Nell'adulto solitamente il cardirene viene somministrato con le seguenti dosi: una bustina al giorno, per almeno cinque settimane con il dosaggio maggiore, per proseguire poi la terapia con un dosaggio minore (ma sarà comunque il vostro medico a darvi la posologia giusta).

Ovviamente, se la situazione lo richiede, il cardirene in gravidanza può essere usato anche per lunghi periodi o negli ultimi tre mesi di gravidanza (l’acido acetilsalicilico potrebbe essere la causa di emorragie nel feto e nella mamma, ritardi di parto, precoce chiusura del dotto di Botallo nel piccolo). Il dosaggio deve comunque essere molto basso, altrimenti si potrebbe rischiare l'aborto.

Foto | da Flickr di glasgows

Via | Farmaci

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