Qual è la differenza tra il burro e la margarina?

margarina burro

E' più economica e ha quell'origine vegetale che potrebbe trarre in inganno sulla sua salubrità. E' la margarina, storico nemico del burro nei banchi frigo dei supermercati e, almeno fino a qualche tempo fa, anche sulle tavole degli italiani. Questi due tipi di grassi sono, effettivamente, molto diversi fra loro. In particolare, mentre il burro, data la sua origine animale, contiene grassi saturi e colesterolo, la margarina si ottiene prevalentemente da oli vegetali, in origine ricchi di grassi insaturi, il cui consumo è preferibile rispetto a quello dei grassi saturi e del colesterolo che possono intasare le arterie.

Tuttavia, quelli che si portano in tavola insieme alla margarina sono ben diversi dai grassi insaturi presenti nell'olio di partenza. Questo grasso di origine vegetale viene, infatti, reso solido attraverso un processo chimico, l'idrogenazione, che tramite il passaggio di bolle di idrogeno nel materiale di partenza porta alla formazione sia di grassi idrogenati, sia dei cosiddetti acidi grassi trans, dannosi per la salute.

Infatti gli acidi grassi trans riducono il livello di colesterolo “buono” (l'HDL), alzando, allo stesso tempo, quello del colesterolo “cattivo” (l'LDL). Anche in assenza pressoché totale di grassi saturi e di colesterolo sono, quindi, sempre cuore e arterie a fare le spese degli effetti negativi di ciò che si decide di mangiare.

Perché, allora, scegliere di convertire un olio in grasso solido? La margarina si conserva più a lungo e più facilmente rispetto al burro. Mentre quest'ultimo deve essere tenuto rigorosamente in frigorifero, la margarina deve essere sì tenuta al freddo, ma è molto più stabile. Per questo motivo anche i prodotti da forno che contengono margarina anziché burro hanno una maggior conservabilità.

Insomma, tra burro e margarina sarebbe meglio scegliere... l'olio d'oliva. In caso in cui si abbia bisogno necessariamente di un grasso solido, meglio ripiegare sul burro, ma facendo sempre attenzione a non esagerare. Il suo impiego dovrebbe essere limitato alla preparazione dei dolci e, a seconda dei gusti, insieme alla marmellata sul pane. Per condire, invece, non c'è scelta migliore dell'extravergine.

Via | WiseGeek; Sapermangiare.mobi

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