L'iperparatiroidismo primario, secondario e terziario: cos'è, quali sono i sintomi e come si cura


L'iperparatiroidismo è un disordine endocrino, causato da una secrezione di paratormone fuori da quelli che dovrebbero essere i livelli standard, a causa di un’iperattività delle ghiandole paratiroidei. Che cosa provoca? L’ormone PTH regola i livelli di calcemia e fosfatemia e questa disfunzione può di conseguenza causare ipercalcemia. Prima di continuare ad analizzare il disturbo è bene fare una leggera classificazione.

Questo disordine può avere almeno tre stadi diversi: si dice primario quando porta all’ipercalcemia, secondario se deriva da una carenza di vitamina D o da una malattia renale cronica. È invece terziario nella sua manifestazione più acuta e può portare a un'iperplasia secondaria delle paratiroidi. In tutti i casi si tratta di una condizione grave, molto lesiva per le ossa e che può necessitare anche un intervento chirurgico.

Quali sono i sintomi? Quelli più comuni sono depressione, fatica, fratture, ma anche nausea, debolezza muscolare, dolore addominale, aumento della minzione, riduzione dell’altezza, cambiamenti di personalità e coma. Per accertare una diagnosi, il medico curante deve prescrivere degli esami. Sono consigliati quelli del sangue per verificare un aumento dei livelli dell’ormone PTH, del calcio e della fostatasi alcalina. Sono indicare anche le lastre, le ecografie e la tac (ai reni e alle vie urinarie).

Non esiste un’unica terapia, perché dipende dallo stadio della malattia. Come abbiamo detto prima se è lieve può non esserci bisogno di nulla, solo monitorare la condizione, mentre si può anche necessitare di un trattamento chirurgico o farmacologico. Concludiamo aggiungendo che esiste anche un iperparatiroidismo quaternario e quinario, due condizioni abbastanza rare che si possono manifestare dopo l’operazione se c’è un danno renale.

Foto | Flickr

Via | Wikipedia; Prevention and Research

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