Dieta e allergie: alcuni alimenti introdotti tardi possono aumentarne il rischio

Introdurre tardi alcuni alimenti solidi nella dieta di un bambino potrebbe portare delle allergie.

La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell’Università di Tampere che hanno analizzato 994 bambini che avevano partecipato a uno studio sulla prevenzione del diabete. I piccoli sono stati seguiti sin dalle prime settimane di vita e sono stati presi in considerazione numerosi fattori, come allattamento al seno e modalità di svezzamento.

All’età di cinque anni il 17% dei bambini aveva sviluppato delle allergie, il 23% era sensibile ad alcuni allergeni inalati e il 12% era diventato intollerante al latte di mucca, il 9% alle uova, il 5% al grano e l’1% al pesce.

Bright Nwaru, a capo dello studio, ha illustrato sulle pagine di Pediatrics le conclusioni alle quali sono giunti al termine delle indagini: introdurre tardi alcuni alimenti potenzialmente allergenici potrebbe causare un aumento del rischio di allergie, anche se i genitori non sono allergici.

Qualche esempio di rischio di allergia:


    Uova: si rischia se introdotte dopo i 10 mesi e mezzo;
    Avena e grano: aumenta il rischio se introdotti dopo i 6 mesi;
    Pesce: rischio di sviluppare una sensibilità ad allergeni isolati se introdotto dopo gli 8 mesi.

Gli scienziati precisano che questi risultati non portano a conclusioni certe sulla revisione dell’allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi di vita, ma offrono un’inedita lettura sulla possibilità di prevenire lo sviluppo di allergie.

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