I rischi dei cibi in lattina per la fertilità maschile

cibo in scatola Torna alla ribalta il problema del bisfenolo A. Se ne è parlato tanto l'anno scorso specie ricordandone la presenza nei biberon e i potenziali pericoli per la salute dei bambini poichè si tratta di una sostanza chimica che è considerata un interferente endocrino. Ora si torna a parlarne grazie ad una recente ricerca condotta da Consumer Reports, il mensile dell’Unione consumatori statunitense.

Oltre che nei biberon, infatti, il bisfenolo A è presente praticamente ovunque nelle nostre cucine poichè è utilizzato per produrre i contenitori in policarbonato per alimenti e le resine che rivestono le lattine dei cibi. La rivista ha sottoposto a test 19 alimenti in scatola (zuppe, tonno, verdure, mais, salsa di pomodoro) di alcune delle principali marche presenti sul mercato americano: Nestlé, Progresso, Campbell’s, Chef Boyardes e Del Monte. Preoccupanti i risultati: solo mangiando una porzione di zuppa di verdura in scatola si potrebbe ingerire circa il doppio di quella che attualmente l’Fda considera la tipica esposizione giornaliera media.

Il più alto livello di bisfenolo è stato trovato nella zuppa vegetale Progresso (da 67 a 134 parti per miliardo, ppb) e nei fagiolini tagliati freschi in scatola Del Monte i cui livelli di Bpa rinvenuti vanno da 35,9 a 191 ppb. Decisamente troppo per gli esperti scientifici dell’associazione che raccomandano addirittura un’esposizione giornaliera di 0,0024 microgrammi per kg di peso corporeo.

Ma quali sono i rischi per la salute? Stando ad una ricerca pubblicata sulla rivista "Human reproduction", l'esposizione al bisfenolo A può causare anche l'impotenza maschile. Altre ricerche avevano già dimostrato l'incidenza del bisfenolo A sull'aumento dei rischi di tumore al seno e alla prostata, ma anche ad altre malattie come il diabete, le malattie cardiache e la sterilità femminile.

Proprio per questo, l’Fda a giorni dovrebbe ripronunciarsi sull’argomento fissando i nuovi livelli massimi di esposizione al Bpa. Qualcuno ha già proposto una legge per bandire in tutta la nazione (gli Stati del Minnesota e della California lo hanno già fatto) l’additivo “incriminato” nei contenitori destinati ai bambini sotto i tre anni. Meno allarme in Europa dove - stando a quanto riferisce Il salvagente - L'Efsa, cioè l'Ente europeo che vigila sulla sicurezza alimentare, per il momento non ha lanciato alcun allarme.

Foto | Flickr

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