Omeopatia, svelato l'identikit del paziente italiano

Il termine omeopatia fa parte del nostro gergo quotidiano ma, in generale, ancora non è ben chiaro che cos’è e come si utilizza. Ad oggi, è la più diffusa tra le medicine non convenzionali e il suo scopo è quello di stimolare le reazioni dell’organismo per curare malattie meno gravi che tendono a guarire da sole o che hanno un andamento ciclico (ad esempio: raffreddore, influenza, tosse, cefalea, gastrite ed altre).

E’ importante usare i rimedi omeopatici associati alla medicina classica e non considerarli come rimpiazzo. Infatti, si possono usare prima di un prodotto tradizionale per stimolare l’organismo nelle sue funzioni autorigenerative rispetto ad una data patologia ma non li si può considerare come suo sostituto. L’omeopatia non può curare malattie importanti come cancro o tumore; utilizzare prodotti omeopatici permette, invece, di poter ridurre gli effetti collaterali se usate parallelamente a quelli convenzionali.

Il popolo italiano è ancora molto frammentato su questo tema: c’è chi non vuole sentire neppure parlare di omeopatia e chi, invece, la considera addirittura un rimedio più efficace dei metodi tradizionali. In mezzo a questi due estremi, c’è chi non se ne preoccupa perché non la userebbe in ogni caso, chi vorrebbe essere più informato per ponderare una scelta e, infine, chi la considera solo per disturbi di lieve entità. Nonostante ciò, il 7% della popolazione usa questo genere di prodotti abitualmente.
Ma qual è l’identikit di chi usa oggi questi farmaci in Italia?

Il paziente tipo è per lo più una donna di media età, con un livello socio-economico ed un titolo di studio medio-alto. Di fatto, chi riesce oggi ad utilizzare l’omeopatia è quella fascia di popolazione che ha modo di accedere alle informazioni e permettersi di pagare di tasca propria i prodotti. La questione monetaria è il vero punto cruciale poiché, sebbene si possa credere il contrario, accade che alcuni prodotti omeopatici costino generalmente più dei farmaci convenzionali. Ad esempio, farmaci canonici contro ipertensione o colesterolo costano qualche centesimo al giorno contro oltre l’euro al giorno per i rimedi alternativi.

Fonte | Corriere della sera

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