Troppo salame fa male al cuore, ma in Italia siamo al sicuro

salame carni processate

Mangiare quantità eccessive di salame o di altre carni processate può aumentare i rischi per la salute a tal punto che limitare il loro consumo a un massimo di 20 grammi al giorno permetterebbe di evitare il 3,3% dei decessi precoci. A svelarlo è un ampio studio condotto da un gruppo di ricercatori guidato da Sabine Rohrmann dell'Università di Zurigo (Svizzera), pubblicato sulla rivista BMC Medicine.

In particolare, il consumo di carne processata aumenta del 72% la probabilità di morire per una malattia al cuore, dell'11% quella di non sopravvivere a un cancro e del 44% quella di morire per una qualsiasi causa. Il tutto indipendentemente da qualsiasi altro fattore di rischio, inclusi la sedentarietà, il consumo di alcolici e il fumo.

Come prevedibile, le reazioni alla diffusione della notizia non si sono fatte attendere.

Secondo Carrie Ruxton, dietologa del Meat Advisory Panel (un'associazione di professionisti della salute, scienziati e ricercatori con l'obiettivo di fornire informazioni indipendenti ed obiettive sulla carne rossa), studi di questo tipo non potranno mai tenere presenti tutte le differenze nello stile di vita e valutare il solo effetto del consumo di carne sui decessi.

Se c'è qualcuno che è in sovrappeso, guarda la televisione per ore, mangia un polpettone e fuma sigarette, qual è il fattore rilevante fra questi?

ha commentato l'esperta.

Da parte nostra, noi italiani sembreremmo essere virtuosi in quanto a consumo di salumi. In una nota stampa l'Assica (l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) ha infatti precisato che

il limite di 160 grammi di carni trasformate al giorno (ogni giorno) sopra il quale i ricercatori avrebbero individuato un limitato rischio potenziale, è pari a più di quattro volte il consumo
medio in Italia.

Questo limite sarebbe infatti superato da un consumatore che mangiasse ogni singolo giorno della sua vita più di un etto e mezzo di salumi. Una quantità non compatibile con le nostre abitudini alimentari.

A confermarlo sarebbe lo stesso studio pubblicato su BMC Medicine, che avrebbe rilevato tra gli italiani un consumo medio variabile tra 12,5 e 38 grammi di carni trasformate al giorno. Il dato è compatibile con quanto rilevato dall'Inran (l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), secondo cui questa media è di 30,7 grammi e collocherebbe l'Italia sul secondo gradino della scala dei paesi in cui si consuma la minore quantità di carni trasformate.

Questo nuovo studio,

precisa l'associazione

conferma che il fattore di rischio principale è determinato da uno stile di vita scorretto.

Il consiglio è di continuare ad acquistare e consumare i salumi italiani ponendo attenzione, però, a garantirsi sempre una dieta varia ed equilibrata.

Via | The Telegraph; nota stampa Assica
Foto | Flickr

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