Sonnolenza e tachicardia, perché possono essere associate?


Si può parlare di tachicardia quando la frequenza cardiaca a riposo supera i 100 battiti al minuto. Questa disfunzione spesso indica la presenza di problemi di salute. Non bisogna però allarmarsi, perché la tachicardia in molti casi è solo un modo dello stress di manifestarsi e può essere correlata a stati di ansia o ad attacchi panico. Capita di frequente, che il cuore acceleri quando ci si trova in posizione sdraiata. Perché mai?

È proprio un classico sintomo di ansia. Che cosa accade? Ovviamente non si riesce a riposare, si ha la sensazione che il cuore sia in gola o stia per saltare fuori dal petto. Il mattino successivo si ha sonno, i riflessi sono rallentati e c’è una condizione di stanchezza generalizzata. Spesso la tachicardia è collegabile all’assunzione di farmaci, al consumo di alcolici, pasti troppo abbondati e sigarette.

In alcuni casi dipende da uno sforzo fisico, dalla febbre o da disturbi come anemia, ipertiroidismo, disturbi cardiaci. Detto ciò la sonnolenza dopo un attacco di tachicardia potrebbe essere dovuto a un’insufficienza del riposo notturno. Inoltre, può dipendere da un affaticamento del fegato oppure un dismetabolismo degli zuccheri.

Questi due disturbi possono essere messi in relazione anche in un secondo modo, perché potrebbero nascondere un problema alla tiroide, come l’ipotiroidismo. La patologia maggiormente diffusa è la tiroidite di Hashimoto, detta anche tiroidite linfocitaria. Il primo sintomo evidente il gozzo ingrossato e si può manifestare con sonnolenza, astenia, insonnia. È bene quindi chiedere un consulto medico, fare degli esami ormonali, probabilmente anche un’ecografia e farsi prescrivere una terapia ad hoc.

Via | My personal trainer; benessere
Foto | Flickr

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