Cos'è il coma farmacologico indotto e perché non è diverso dall'anestesia generale

coma farmacologico indotto

Il coma farmacologico indotto è uno stato di inattività del cervello che viene provocato dai medici in caso di eventi traumatici per proteggere i tessuti cerebrali da danni irreversibili dovuti all'assenza di un adeguato apporto di sangue. Per farlo spesso vengono utilizzati gli stessi farmaci impiegati nell'esecuzione di un'anestesia generale.

Uno studio pubblicato qualche tempo fa sul New England Journal of Medicine ha infatti svelato che l'anestesia non è tanto uno stato di sonno profondo, ma, piuttosto, una forma di coma reversibile. Rispetto al coma “naturale”, infatti, sia l'anestesia generale, sia il coma farmacologico possono essere interrotti quando i medici lo ritengono opportuno. Tuttavia, fino a che un individuo si trova nello stato di coma indotto il cervello ha la possibilità di guarire e di riacquistare le energie di cui hanno bisogno le aree il cui metabolismo è stato severamente compromesso dal trauma.

Dal punto di vista pratico, quando il medico deve indurre uno stato di coma farmacologico somministra al paziente farmaci come il propofol, una delle molecole più utilizzate in anestesia generale. Quello che cambia, fondamentalmente, è il dosaggio utilizzato, ma, sostanzialmente, ciò che succede durante il coma farmacologico è che il paziente viene sottoposto ogni giorno ad un'anestesia generale.

Durante la somministrazione del farmaco l'attività cerebrale del paziente viene monitorata tramite un elettroencefalogramma. Il profilo restituito da quest'ultimo è lo stesso che si osserverebbe in un paziente che si trova in uno stato di coma “naturale”.

La durata del coma farmacologico dipende dal tipo di trauma e dai progressi del paziente. Anche i possibili effetti collaterali sono difficili da identificare o, meglio, è difficile capire quali siano dovuti al trauma che ha richiesto l'induzione del coma e quali, invece, possano essere una conseguenza del coma indotto. Per questo l'obiettivo dei medici è mantenere il paziente in questa condizione solo per il tempo strettamente necessario.

Via | Scientific American
Foto | Flickr

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