Sonnolenza postprandiale: le cause e come evitarla

sonnolenza postprandiale

La sonnolenza postprandiale è uno stato di torpore psicofisico, che potrebbe essere causato da diversi disturbi. Non si tratta di uno stato fisiologico, di una necessità dell'organismo che richiede di riposare, se è causato da alcune patologie: sono molte, infatti, le malattie che hanno tra i sintomi proprio la sonnolenza diurna.

Per quello che riguarda la sonnolenza postprandiale questa è causata solitamente da patologie legate al fegato, come le epatopatie, oltre che l'anemia, il diabete, l'insufficienza renale, l'insufficienza respiratoria, l'ipotensione e altre malattie affini. Anche i disturbi del sonno possono causare sonnolenza diurna come la sonnolenza postprandiale.

In caso di sonnolenza postprandiale il soggetto trova molto difficile rimanere sveglio dopo aver mangiato, oltre che difficoltà a concentrarsi. E' un disturbo molto comune in chi soffre di disturbi epatici e in chi è solito mangiare abbondantemente e in maniera decisamente scorretta durante i principali pasti diurni.

Perché succede? In questi casi il sangue viene richiamato in quantità abbondante nell'apparato digerente, per poter assolvere i compiti della digestione, causando quindi un'anemia cerebrale e, per questo motivo, uno stato di sonnolenza che porta il soggetto a non riuscire a tenere gli occhi aperti.

Questa situazione di torpore, che porta i soggetti ad addormentarsi anche all'improvviso, persino a tavola, può durare per almeno un paio di ore, risolvendosi poi in maniera spontanea. Ma sarebbe bene evitare questa situazione.

Come si risolve la sonnolenza postprandiale? Innanzitutto bisoagna modificare le proprie abitudini alimentari: bisogna evitare pasti troppo pesanti, troppo veloci, prediligendo un'alimentazione a base di alimenti leggeri e facilmente digeribili. Meglio fare più pasti durante la giornata, piccoli e leggeri, evitando le abbuffate.

Via | Albanesi

Foto | Flickr

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