Come funziona la dieta 5:2 e quali sono i rischi

dieta 5:2

Promette di far perdere i chili di troppo e di ridurre il rischio di malattie legate al peso e all'invecchiamento: è la dieta 5:2, un regime alimentare che prevede di mangiare e bere liberamente per 5 giorni alla settimana a patto di digiunare per i 2 rimanenti. Ideata da Michael Mosley, medico e giornalista esperto in salute britannico, questa dieta ha ormai varcato i confini della terra natia conquistando anche gli italiani in cerca di un metodo per perdere peso ed ora, grazie al libro scritto a quattro mani da Mosley e Mimi Spencer, The fast diet, si sta facendo conoscere anche negli Stati Uniti.

Questi i principi della dieta 5:2: unica regola nei giorni in cui è permesso mangiare liberamente è seguire i principi di un'alimentazione sana ed equilibrata, senza, però, dover contare le calorie introdotte. L'importante è non mangiare oltre il senso di sazietà. Nei 2 giorni di digiuno, invece, non bisogna superare il limite di 500 (per le donne) o di 600 calorie (per gli uomini), da distribuire tra colazione e cena. Il tutto per un massimo di cinque settimane. In questo modo lo stesso Mosley ha perso 6 chili e mezzo, senza avere a che fare, a suo dire, con effetti collaterali. Gli esperti hanno, però, avanzato dei dubbi sulla salubrità di questo tipo di dieta.

Fra i detrattori del “digiuno a giorni alterni” c'è anche il National Health Service inglese, che ha preso le distanze da questo metodo con un comunicato ufficiale. Anche se Mosley sostiene che il digiuno permette di accelerare il metabolismo e facilitare, così, il consumo dei grassi, secondo gli esperti d'oltremanica non esistono valide prove scientifiche a sostegno dell'efficacia di questo approccio.

Pietro Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione, ha sottolineato che

il digiuno va bene al massimo se seguito per un giorno perché già al secondo giorno produce corpi chetonici che affaticano il fegato, i globuli rossi e il cervello.

Per rimanere in salute è quindi meglio evitare i tagli eccessivi alle calorie. Al massimo, spiega l'esperto, si può fare un piccolo sacrificio il giorno dopo un'abbuffata, ma senza scendere sotto le 750 calorie a pasto. Se, invece, bisogna perder qualche chilo è meglio affidarsi nelle mani di un esperto di alimentazione.

Via | Ansa; DietaLand
Foto| Flickr

  • shares
  • Mail