Sensibilità ed empatia sono scritte nei geni



Ho sempre pensato che il mondo si dividesse in due razze: da una parte gli individui freddi e distaccati, dall’altra gli empatici ed i sensibili. C’è chi si lascia coinvolgere di più dalle situazioni altrui, chi non può fare a meno di commuoversi davanti ad un film o una scena toccante e chi, invece, riesce a rimanere imperturbabile davanti alle gioie o al dolore altrui e anche immuni allo stress.

Ma ecco che una risposta ci arriva da uno studio condotto dal team della professoressa Sarina Rodrigues dell’Università dell’Oregon, riportato su Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo il quale appartenere all’una o all’altra razza è scritto nel Dna.

Secondo quanto affermato nello studio il motivo è genetico e risiede nell’ormone dell’ossicitona (quello dell’affetto, della fiducia e dei legami affettivi) che dà il via libera all’empatia, pertanto all’inclinazione a comprendere le condizioni altrui, ed a decidere le nostre reazioni a situazioni stressanti.

I ricercatori hanno confrontato il Dna di 200 studenti con il loro grado di empatia e risposta allo stress. Lo studio è partito da questo: il gene per il recettore può presentarsi in due versioni: “A” e “G”. Gli individui portatori di coppie “GG” sono risultati più empatici e più reattivi a situazioni stressanti rispetto agli individui con coppie “AA” o “AG” nel Dna.

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