Cuore e arterie in salute? Ci pensa la dieta mediterranea

dieta mediterranea

Niente è più salutare per il cuore e le arterie di un'alimentazione ricca di frutta e verdura. A dimostrarlo è lo studio PREDIMED, progetto che tra il 2003 e il 2011 ha analizzato l'efficacia della dieta mediterranea nel prevenire i disturbi cardiovascolari. I suoi risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine, hanno svelato che seguire i principi di questo regime alimentare riduce del 30% il rischio di morire a causa di un evento cardiovascolare o di essere colpiti da un infarto o da un ictus. L'importante è ricordarsi di includere nella dieta una dose aggiuntiva di olio extravergine d'oliva o di frutta secca.

Lo studio ha coinvolto 7.447 individui, che sono stati divisi in 3 gruppi. Tutti hanno incontrato ogni 3 mesi un dietologo, hanno partecipato ad incontri di educazione alimentare e hanno ricevuto liste della spesa, menu e ricette da utilizzare ogni giorno, ma a ciascun gruppo è stato assegnato un diverso regime alimentare. Il primo ha dovuto seguire i principi della dieta mediterranea e aggiungervi una dose supplementare di olio extravergine d'oliva (1 litro a settimana), il secondo la stessa dieta, ma addizionata di frutta secca (15 g di noci, 7,5 g di mandorle e 7,5 g di nocciole al giorno) e il terzo una dieta a basso contenuto di grassi (sia quelli di origine animale, sia quelli vegetali). Le analisi condotte dopo 5 anni non hanno lasciato spazio ai dubbi: ciò che fa la differenza è seguire i principi della dieta mediterranea.

Infatti solo gli individui appartenenti ai due gruppi che hanno seguito questa dieta, indipendentemente dal tipo di supplementazione – olio extravergine d'oliva o noci – hanno visto ridursi significativamente il rischio di gravi problemi all'apparato cardiovascolare.

Secondo i ricercatori questi risultati indicano che dal punto di vista di cuore e arterie un'alimentazione ricca di grassi vegetali è più salutare rispetto ad una dieta povera di grassi.

Ancora una volta sembra quindi chiaro che questi nutrienti non devono essere condannati a priori e che i diversi tipi di grassi alimentari hanno effetti differenti sull'organismo.

Via | Science Daily
Foto | Flickr

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