Occhio che piange: un intervento chirurgico risolve definitivamente

occhio Ne soffre una persona ogni mille dopo i cinquant'anni d'età. E l'incidenza, per cause ancora da chiarire, sta aumentando rispetto al passato. Le vie lacrimali ostruite sono un problema sempre più frequente, soprattutto tra le donne e specie in inverno quando l'accensione dei riscaldamenti rende i nostri occhi più sofferenti.

Il fatto è che i nostri occhi producono continuamente delle lacrime, ma normalmente non ce ne accorgiamo perché vanno nel naso, dove vengono assorbite. Può succedere, però, per cause ancora non note, che ci sia un'ostruzione del condotto che collega occhi e naso. Quindi le lacrime ristagnano nell'occhio, costringendo la persona a portare con sé il fazzoletto per asciugarsi continuamente, anche più di dieci volte al giorno. Un fastidio, insomma, che col tempo non migliora, anzi, può portare a conseguenze spiacevoli.

Secondo la Sidso, Società Italiana di Dacriologia e della Superficie Oculare i colliri possono dare un sollievo solo temporaneo, ma certo non riaprono il canale ostruito e dunque non risolvono il problema. A lungo andare, il ristagno del liquido lacrimale causa molto spesso infezioni croniche e, più raramente, episodi acuti di ascesso del sacco lacrimale.

Non resta, secondo gli esperti della società scientifica, che la via chirurgica. Fino a poco fa veniva effettuato un intervento, peraltro messo a punto dagli italiani, che era piuttosto invasivo. Prevedeva un'operazione di chirurgia generale, con sacche di emotrasfusione perché si perdeva molto sangue, e una percentuale di successo del 50%. Insomma, un intervento senza dubbio doloroso, in cui solo un paziente su due otteneva risultati soddisfacenti. Ora l'intervento si è modernizzato, diventando mini-invasivo e con una percentuale di successo superiore al 90%. Viene eseguito in 20 minuti in regime di day hospital, non si perde sangue, non ci sono dolori e non restano cicatrici. Il sacco lacrimale viene riaperto nel naso e le lacrime riprendono a scorrere nel naso, risolvendo il disturbo.

Via | Sidso
Foto | Flickr

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