Codeina: le controindicazioni e i possibili effetti collaterali

Quando pensiamo agli analgesici, pensiamo prevalentemente agli antiinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS) e agli oppiacei. In realtà di analgesici, soprattutto quelli centrali, se ne trovano più di quanti possiamo pensare e siamo abituati a considerare. Quando si parla di analgesici centrali, è scontato l’immediato pensiero alla morfina (della famiglia degli oppiacei), il farmaco ritenuto estremo, dell’ultima spiaggia, il farmaco del malato di cancro. In verità gli oppiacei non sono solo la morfina e il metadone, anzi ne esistono molti di più di quelli che conosciamo, tra questi per esempio la Codeina, e il loro utilizzo non è legato a situazioni così drammatiche come una malattia terminale. E tra gli analgesici centrali ci sono anche alcuni antidepressivi, anticonvulsivante e, dulcis in fundo, il paracetamolo.

La codeina, oppiaceo derivato dal papavero del sonnifero, è una sostanza dotata di proprietà analgesiche, circa 10 volte meno potente della morfina, con la quale condivide tutti gli effetti, e rispetto alla quale ha il vantaggio di essere bene assorbita per via orale. Nella terapia del dolore i farmaci oppiacei vengono spesso associati a farmaci che ne potenziano gli effetti analgesici o ne mitigano gli effetti collaterali, come per esempio proprio il paracetamolo. Di seguito gli effetti collaterali e le controindicazioni della codeina.

Quando assunta a dosi terapeutiche la codeina potrebbe facilitare la comparsa di stipsi, nausea, vomito, euforia, miosi, ritenzione urinaria, reazioni d’ipersensibilità cutanea e vascolare, sonnolenza, vertigini, broncospasmo e depressione respiratoria.

L'assunzione di alcool può intensificare alcuni effetti collaterali di carattere emotivo e mentale, come sonnolenza e cambiamenti repentini di umore.

Un dosaggio eccessivo può causare problemi respiratori potenzialmente pericolosi.

La codeina può indurre assuefazione, anche se il forma più lieve rispetto agli altri farmaci della famiglia degli oppiacei.

Fonte | sifweb

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