Con la mastoplastica il seno è più grande, ma perde sensibilità

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Avere un décolleté prosperoso è il sogno di molte donne, ma oltre al compenso del chirurgo plastico potrebbe esserci un altro prezzo da pagare per poter indossare un reggipetto di qualche misura in più: quello di una ridotta sensibilità del seno ottenuto con la mastoplastica additiva. Uno studio pubblicato dal chirurgo Amin Kalaajii sull'Aesthetic Surgery Journal ha infatti rilevato che il 27% delle donne è insoddisfatta del risultato dell'intervento proprio in termini di sensibilità della pelle.

Con l'aiuto dei suo collaboratori Kalaajii ha analizzato i dati raccolti attraverso un questionario inviato via e-mail a più di 60 delle pazienti che lo stesso medico ha operato tra il 2005 e il 2008. La stragrande maggioranza delle donne (93%) si è dichiarata soddisfatta o molto soddisfatta dei risultati raggiunti, fatto salvo il particolare della sensibilità. Lo studio non si è, però, limitato a svelare solo questo dettaglio.

Il questionario ha infatti analizzato anche altri indicatori della qualità della vita dopo l'intervento. Ne è emerso che


  • il 65% delle pazienti sceglie di aumentare le dimensioni del proprio per ragioni estetiche, mentre il 48% delle donne lo fa per aumentare la propria autostima, il 22% per ragioni personali e il 10% per motivazioni fisiche;
  • il 6% delle donne ha dichiarato di soffrire di depressione prima dell'intervento, ma dopo la mastoplastica il problema può sia diminuire, sia aumentare;
  • il 27% delle pazienti dopo l'intervento si sente più motivato a svolgere le attività quotidiane e il 26% dichiara un miglioramento delle capacità di socializzazione;
  • con il nuovo seno il 73% delle donne riesce finalmente a sentirsi una persona “completa”.

Dati alla mano, sembrerebbe proprio che chi riesce ad ottenere il seno desiderato ne tragga più benefici che svantaggi. Resta, però, il piccolo neo della ridotta sensibilità, che secondo Kalaajii e collaboratori


può rappresentare una sfida per il chirurgo.

Via | Aesthetic Surgery Journal
Foto | Flickr

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