Onicofagia: quali sono i rischi del mangiarsi le unghie e come smettere

onicofagiaChi di voi rosicchia le unghie saprà quanto sia difficile liberarsi da questa cattiva abitudine in cui il fattore emotivo è più importante di ogni senso estetico. Freud esagerava sostenendo che si trattasse di una fissazione orale. Ma non è solo il brutto aspetto delle mani – un biglietto da visita quando ci presentano agli altri – a rendere questo problema un cruccio per molti di noi: i problemi possono essere anche più propriamente fisici.

Le unghie sottoposte per anni agli spietati morsi dei denti ricrescono fragili e indebolite ma anche le dita ne soffrono: la zona che circonda l’unghia rosicchiata è dolorante, arrossata, piena di pellicine e può essere terreno fertile per le infezioni. I denti subiscono danni collaterali: l'abitudine a rosicchiare l'unghia può intaccare lo smalto dei denti favorendo la carie.

Normalmente è un’abitudine che si abbandona, dicono gli esperti, intorno ai 10-12 anni ma in molte persone perdura anche in età adulta ed è sempre più difficile riuscire a liberarsene. Come fare a smettere? Nei casi più gravi si può ricorrere addirittura a terapia farmacologiche o comportamentali, ma di solito si adotta la via preventiva: dissuadere attraverso vari espedienti.

La mia esperienza mi insegna che a nulla servono i molti espedienti che da piccola mi costringevano a non mettermi le dita in bocca: smalti amari, peperoncino, promesse e minacce servono a poco se non si ha la volontà di farlo. Io ho smesso da adulta ma qualche volta, in periodi di forte stress, la tentazione di ricominciare è forte e soprattutto difficile da controllare.

Chi fuma mi dice che spesso la sigaretta in bocca è più un’abitudine che un’esigenza. Lo stesso succede con le unghie che finiscono tra i denti senza neanche accorgersene. A voi succede lo stesso?

Foto | Flickr

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