Sindrome della stanchezza cronica: la causa è un virus

stanchezza Ha un nome complicato (Xenotropic murine leukemia virus), ma è un virus che potrebbe aver già contagiato molti di noi perché sembra essere responsabile di uno dei "disturbi" più comuni dei nostri tempi: la sindrome della stanchezza cronica.

Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science secondo cui una delle cause determinati di questa sindrome potrebbe essere un retrovirus (cioè un virus che si replica in modo inverso) che normalmente infetta i topi. Sessantotto pazienti americani su 101 arruolati nell’indagine sono risultati positivi, contro gli otto di un gruppo di controllo. Inoltre, il 95%, contro il 3-7% della popolazione normale, hanno sviluppato gli anticorpi corrispondenti al retrovirus.

Il virus non è, però, l'unico responsabile perché gioca un importante ruolo anche la predisposizione genetica e l'esposizione a fattori tossici dell'ambiente. I ricercatori sottolineano che è fondamentale attendere delle conferme, ma anche che si tratta di un'opportunità importante per definire una terapia. Con questi risultati, infatti, i medici ipotizzano il ricorso ai farmaci antivirali anti Aids perché il virus appartiene alla stessa famiglia di quello dell’immunodeficienza acquisita (Hiv).

Insomma, una speranza per le 300 mila persone (in prevalenza donne) che in Italia sono colpiti dalla stanchezza cronica che, attenzione, non va confusa con la semplice stanchezza che tutti noi avvertiamo. Questa malattia, infatti, presenta dei sintomi veri e propri: cali di memoria e concentrazione, mal di gola, comparsa di linfonodi, dolori a muscoli e articolazioni, tendini, mal di testa, disturbi del sonno e senso di malessere dopo gli sforzi.

Via | Science
Foto | Flickr

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