Diete ipocaloriche: mantengono giovane il cervello

Diete ipocaloriche: mantengono giovane il cervello

Secondo uno studio scientifico made in Italy, le diete ipocaloriche aiuterebbero a mantenere giovane il cervello. Luca Speciani ci ricorda gli effetti negativi della riduzione calorica.

La notizia in questi giorni di post abbuffata suona un po’ come un’eresia: assumere meno calorie aiuterebbe a mantenere il cervello più giovane.

Non si tratta, a quanto pare, dell’ultima trovata pubblicitaria dell’ultimo guru del dimagrimento a ogni costo, bensì di uno studio scientifico, per giunta made in Italy, messo a punto dai ricercatori dell’Università Cattolica di Roma (Istituto di Patologia generale e di Fisiologia umana) e pubblicato sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences Usa).

Un regime ipocalorico aumenterebbe le funzioni cerebrali alimentate dalla proteina Creb1, il pulsante molecolare che regola memoria, apprendimento, gestione dell’ansia.

Giovambattista Pani, ricercatore dell’istituto di Patologia generale, che ha condotto il gruppo di lavoro, spiega a Repubblica:

“Sapevamo già che Creb1 è in grado di modulare altri geni, e che a sua volta può essere modulata da fattori di crescita chiamati neurotrofine, da alcuni farmaci, e persino da caffè e tè; non sapevamo, però, che può essere attivata anche da un’alimentazione a regime calorico limitato. Una notizia particolarmente buona perché non è facile somministrare fattori di crescita al cervello mentre è facile pensare di poter arrivare alle cellule cerebrali modificando l’alimentazione”.

I topi su cui è stato condotto lo studio diminuendo l’introito calorico del 30% hanno manifestato migliori performance cognitive rispetto ai topi con un regime calorico normale, sviluppando più tardi alterazioni cerebrali che possono essere paragonate all’Alzheimer nell’uomo. Ma la vera novità è che nei roditori mancanti della proteina Creb1 la dieta ipocalorica non ha provocato gli stessi benefici a livello cerebrale.

Ma Salvatore Fusco, che dello studio è coautore, spiega:

“Questo dimostra per la prima volta uno dei meccanismi attraverso cui la dieta agisce sul cervello anche se per l’uomo il discorso è più complicato perché non basterebbe semplicemente tagliare le calorie, ma incidere anche sulla qualità degli alimenti. In ogni caso ormai è più chiaro il meccanismo che lega le malattie metaboliche, come diabete e obesità, e il declino delle attività cognitive. Ed è un buon punto di partenza, anche nella logica di una possibile prevenzione farmacologica delle malattie neurodegenerative”.

Non dimentichiamo, però, gli effetti negativi – tanti e noti! – delle diete ipocaloriche e che – come ci insegna Luca Speciani – “Deperire non è dimagrire!”.

Vi lascio al video con i consigli di Luca Speciani:

LINK UTILI:

Dieta ipocalorica vs dieta normocalorica: deperire non è dimagrire! 

Alimentazione sana: una dieta ipocalorica aiuta il benessere del cervello

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