Cos'è la gastroenterite, quali i sintomi, le cause e le cure migliori

gastroenterite

La gastroenterite è un disturbo che causa l'irritazione e l'infiammazione dello stomaco e dell'intestino. I suoi sintomi più comuni sono qualche linea di febbre, crampi addominali, diarrea, nausea e, a volte, vomito. In casi più gravi, però, la temperatura può raggiungere anche i 40 °C, il rigurgito e le feci possono presentare tracce di sangue e la disidratazione può raggiungere livelli tali da far diminuire la produzione di urina, seccare la pelle e la bocca e ridurre la sudorazione.

A scatenare il disturbo possono essere cibi (ad esempio i frutti di mare), batteri (Clostridium difficile, Salmonella, Shigella, Campylobacter ed Escherichia coli), parassiti e protozoi (come Giardia e Cryptosporidium) o virus (norovirus, rotavirus, adenovirus, parvovirus e astrovirus). In quest'ultimo caso si parla di gastroenterite virale, un disturbo spesso indicato anche come influenza intestinale anche se i suoi sintomi sono diversi da quelli della classica influenza.

Nella maggior parte dei casi, scatenati soprattutto da virus e batteri, la situazione si risolve da sé. Tuttavia, la disidratazione può raggiungere livelli preoccupanti. Per questo motivo la prima cura da mettere in atto è assumere fluidi in abbondanza. Se, però, trattenerli fosse impossibile a causa del vomito potrebbe essere necessaria una flebo. Non solo, la presenza di sangue nel rigurgito o nelle feci rende indispensabile rivolgersi al pronto soccorso.

Il medico potrebbe anche prescrivere un antiemetico per bloccare il vomito. L'uso di farmaci per bloccare la diarrea non è, invece, consigliato se a scatenare la gastroenterite è una tossina.

Infine, gli antibiotici, utili solo se alla base dell'infezione non c'è un virus. Non è, però, detto che questi farmaci siano necessari ogni qualvolta si debba combattere l'infezione da parte di un batterio. In genere l'antibiotico non è prescritto quando si ha a che fare con salmonella, mentre possono essere utili in caso di infezioni da parte di Campylobacter, Shigella e Vibrio cholerae, ma devono essere assunti solo dopo che la presenza del batterio o del parassita è stata verificata attraverso specifiche analisi di laboratorio. Utilizzarli inutilmente o scegliere un principio attivo non efficace potrebbe allontanare la guarigione o, addirittura, peggiorare la malattia.

Via | eMedicineHealth
Foto | Flickr

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