Fibrillazione atriale a 40 anni: le conseguenze da conoscere

Fibrillazione atriale a 40 anni: le conseguenze da conoscere

Cosa è la fibrillazione atriale e chi è più a rischio.

La fibrillazione atriale è una condizione cardiaca piuttosto comune, ed è caratterizzata da un battito cardiaco irregolare, che appare più veloce e sembra essere incontrollato. A parlarne di questo argomento al Corriere è stato Claudio Tondo, responsabile dell’Unità di Aritmologia dell’Irccs, Centro Cardiologico Monzino, di Milano, che in un’interessante intervista ha spiegato che, sebbene questa condizione colpisca maggiormente le persone di età superiore di 65 anni, anche quelle più giovani possono soffrirne, e ciò comprende anche le persone che hanno 40 anni di età.

Fra le possibili cause della fibrillazione atriale vi sono – come spiega l’esperto – un’iperattività della ghiandola tiroidea, la presenza di disturbi gastrici, condizioni di ipertensione non tenute sotto controllo, soffrire di apnee notturne, un consumo eccessivo di alcool e lo svolgimento di esercizio fisico (in particolar modo aerobico e di resistenza) troppo intenso.

Fra le possibili conseguenze della fibrillazione atriale l’esperto segnala un maggior rischio di sviluppare dei trombi ed emboli, che potrebbero a loro volta occludere i vasi cerebrali provocando ictus o infarti. Chi soffre di questa condizione può anche correre un maggior rischio di sviluppare scompenso cardiaco, e il professor Claudio Tondo ricorda che la fibrillazione atriale può essere collegata anche a un più precoce decadimento progressivo delle capacità neurologiche.

Per tenere alla larga tali rischi, è dunque fondamentale seguire un sano stile di vita, che – se e quando necessario – andrà associato anche a un’adeguata terapia farmacologica.

via | Corriere
Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay

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