La legge anti-fumo di Sirchia compie 10 anni: crollati gli infarti


Sono passati 10 anni da quanto è entrata in vigore la Legge Sirchia, il provvedimento che ha messo al bando il fumo nei locali pubblici. Dall’approvazione (16 gennaio 2003) ci sono voluti circa due anni perché la legge fosse recepita da tutti gli esercenti e per l’Italia è stata una vera a propria rivoluzione, non solo culturale, ma anche in termini di salute. Dati alla mano, il calo nella vendita delle sigarette (da 100 milioni di kg a 85) è strettamente connesso a una diminuzione dei ricoveri per infarto.

Inoltre, in questi anni il numero di fumatori è crollato dal 27,6% del 2003 al 20,8% del 2012. Purtroppo però, sono ancora moltissimi i giovani e le signore con questo vizio. Secondo l'Istat, i non fumatori rappresentano la maggioranza della popolazione di 14 anni e più (54,2%). È un dato confortante letto in positivo, restano comunque troppi i ragazzi che amano le bionde.

Bisogna ricordare che la legge nasce non per far smettere di fumare, ma per proteggere i cittadini dai danni del fumo passivo. E' chiaro però che ha rappresentato un incentivo a smettere per molti. Un'ulteriore motivazione, una spinta in più.

Ha dichiarato Roberta Pacifici, dell'Osservatorio droga fumo e alcol dell'Iss. I benefici della legge antifumo sono stati evidenti soprattutto sulla salute: meno ricoveri e calo dei casi di infarto (-15 percento) e ictus (-16 percento) e malattie respiratorie (-24 percento). E' quanto emerge da alcuni studi scientifici incrociati, che hanno considerato la situazione di diversi paesi tra cui Usa, Nuova Zelanda e Germania.

Foto| Flickr
Via | Corriere

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