Farmaco salvavita bloccato a Linate da 62 giorni: la denuncia di una donna malata


Una donna gravemente malata sta attendendo da due mesi un farmaco salvavita. È un medicinale acquistato in Canada e studiato appositamente per rallentare il rapido incedere di un morbo degenerativo del sistema nervoso. Questo farmaco è bloccato alla dogana di Linate. È davvero una storia allucinante, perché come spesso accade, oltre al danno (e qui il danno si paga con la vita), c’è anche la beffa.

Il prodotto, ovviamente, è già stato pagato e la persona malata, oltre a non poterlo assumere, deve anche assicurare che nella confezione non ci siano pellicce di cane e di gatto, derivati vari della foca e strumenti di tortura. La tortura è quella che i funzionari della dogana stanno facendo vivere alla povera signora, che dovrebbe assumere ben tre pastiglie al giorno. La confezione giace a Linate dell’8 novembre.

Nel caos e nella follia dei servizi locali, si aggiungono ovviamente anche una serie di regole allucinanti. La signora, infatti, non può recarsi a Linate per ritirare le sue confezioni di pillole. No, deve essere la Posta a spedirle, solo quando la dogana darà il suo ok. In tutto questo, manca un numero telefonico diretto con l’ufficio di competenza. La sfortunata protagonista di questa storia è riuscita comunque a mettersi in contatto con un responsabile, che ha richiesto nuovamente tutta la documentazione.

La cosa più assurda sta nel fatto che farmaco è stato comprato in pochissimo tempo direttamente in Canada. Il marito della donna ha, infatti, chiamato la casa farmaceutica canadese, compilato un questionario online, inviato la prescrizione del medico e pagato. Tempo totale di arrivo del farmaco a Milano? Due settimane per attraversare l’oceano. E sono 62 giorni che questo prodotto non riesce a viaggiare da Milano a Milano, perché la signora, tra l’altro, abita in città.

Foto | Flickr

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