Biotecnologie: i punti critici

Biotecnologie: i punti critici

L’industria biotech sostiene che le biotecnologie applicate all’agricoltura salveranno l’ambiente e risolveranno il problema della fame nel mondo. Un numero sempre maggiore di scienziati, ricercatori e semplici cittadini le considera invece una vera e propria minaccia per la sopravvivenza del pianeta stesso. I critici affermano che le coltivazioni OGM sono molto diverse da quelle convenzionali […]

L’industria biotech sostiene che le biotecnologie applicate all’agricoltura salveranno l’ambiente e risolveranno il problema della fame nel mondo.

Un numero sempre maggiore di scienziati, ricercatori e semplici cittadini le considera invece una vera e propria minaccia per la sopravvivenza del pianeta stesso.

I critici affermano che le coltivazioni OGM sono molto diverse da quelle convenzionali e portano con sé nuovi e indecifrabili rischi. Gli sugli effetti sulla nostra salute potrebbero essere imprevisti e manifestarsi dopo un periodo di incubazione molto lungo.

Possono inoltre nuocere agli insetti utili, danneggiare i terreni coltivabili e spargere geni geneticamente modificati nell’ambiente circostante, contaminando così le coltivazioni vicine e creando erbacce dallo sviluppo incontrollabile.

Ma gli organismi istituzionali che autorizzano la commercializzazione di cibi transgenici, come ad esempio la Food and Drug Administration (FDA) americana, sostengono che le agrobiotecnologie sono sicure per l’ambiente e per la salute umana.

I suoi fautori affermano anche che i cibi transgenici sono necessari per sfamare le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.

Rappresentanti di molte nazioni afflitte da povertà e carestia, affermano invece che le tecnologie di modificazione genetica minacciano la capacità di quei paesi di essere autosufficienti, distruggendo le loro diversità strutturali, il loro patrimonio di conoscenze ed i sistemi agricoli ecosostenibili.

Si teme che le agrobiotecnologie possano causare un ulteriore peggioramento del problema della fame in quei paesi. Le industrie biotech obbligano i coltivatori che piantano i loro semi brevettati a firmare un “accordo di utilizzo tecnologico” (technology use agreement).

Quest’ultimo stabilisce tra l’altro che l’agricoltore non può conservare i semi prodotti dal suo raccolto OGM. La metà dei contadini del mondo dipende invece proprio da quelle sementi recuperate per produrre il cibo che miliardi di persone necessitano ogni giorno per sopravvivere.

Tutti questi temi vengono chiariti e ampiamente dibattuti nel bellissimo documentario di Bertram Verhaag e Gabriele Kröber: Geni fuori controllo.

Nell’inchiesta sono approfonditi gli aspetti scientifici – sia di ordine medico, legati cioé ai rischi per la salute individuale, che ambientale: pericoli per la biodiversità e modifiche del territorio – e quelli, non meno importanti, sociali ed etici.

Possiamo leggere una presentazione e acquistare il video qui.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all’autore

Seguici anche sui canali social

I Video di Benessereblog