Agricoltura o agri-tortura?

Agricoltura o agri-tortura?

Riporto alcuni significativi stralci dall’intervento del prof. Matteo Giannattasio sul tema “Qualità degli alimenti e salute” al Porte Aperte alle Cascine Orsine della scorsa primavera. Matteo Giannattasio è medico e agronomo, docente e consulente del Servizio di allergologia del San Gallicano di Roma, nonché direttore scientifico della rivista e blog Valore Alimentare. …Si sta assistendo […]

Riporto alcuni significativi stralci dall’intervento del prof. Matteo Giannattasio sul tema “Qualità degli alimenti e salute” al Porte Aperte alle Cascine Orsine della scorsa primavera.

Matteo Giannattasio è medico e agronomo, docente e consulente del Servizio di allergologia del San Gallicano di Roma, nonché direttore scientifico della rivista e blog Valore Alimentare.

…Si sta assistendo ad un rapido scadimento della qualità del cibo e la causa prima è proprio questa: si coltiva la Terra senza Amore, si fa il pane senza Amore, si cucina, se e quando si cucina, senza Amore. Per questo, tante persone oggi non tollerano il latte e il grano, alimenti primordiali che hanno accompagnato l’Uomo nella sua evoluzione, la farina non lievita, i piatti già pronti imperversano sulle nostre tavole, i prodotti industriali sono farciti di additivi.

…Si mangia anche senza Amore. Non si nutre ormai nessun sentimento di riconoscenza per la Natura che ci fa dono del cibo. Una volta si pregava prima di iniziare il pasto, oggi ci tuffiamo nella scodella come cani famelici. Una volta si spartiva il pasto con gli altri, con i compagni (da cum pane), oggi si mangia in solitudine o anche con altri commensali, ma guardando la televisione per nutrirsi di idiozie o di immagini di sangue e violenza.

…Per l’agricoltura industriale, oggi dominante su questo nostro martoriato pianeta, la Terra non è più Madre da venerare. La parola Agricoltura ha perso il suo significato originario. Non è più agri-cultura, da cultus, che significa coltivazione ma anche venerazione. L’Agri-coltura non è più venerazione dei campi, ma tortura dei campi, è diventata Agri-tortura.

…D’altro canto non poteva non diventare Agri-tortura visto che fin dalle sue origini si è fondata sul riciclaggio di armi chimiche, cioè di sostanze che hanno seminato morte nei conflitti armati tra uomini11. I nitrati, prima di diventare concimi, sono serviti per fabbricare polvere da sparo ed esplosivi. Gli esteri fosforici, oggi usati a piene mani come insetticidi, si fabbricano con i gas nervini. Il diserbante 2,4-D, ancora largamente usato nell’agricoltura industriale, è uno dei due componenti del malfamato Orange G, usato dagli americani nella guerra del Vietnam per defogliare le foreste e stanare i vietcong.

…E sapete chi c’è dietro questa operazione di riciclaggio? La BASF, la Dupont, la Monsanto, la Novartis, la Bayer, la Done Chemical, cioè le stesse multinazionali che oggi producono le piante geneticamente modificate. Possiamo dar loro credito quando ci dicono che le piante geneticamente modificate rappresentano un’opportunità per fare un’agricoltura pulita e per risolvere i problemi della fame nel mondo? No di certo. Chi ha seminato morte producendo armi chimiche e poi riciclandole in agricoltura non merita la nostra fiducia! Le piante geneticamente modificate sono, dopo gli ibridi, una nuova maniera escogitata dalle multinazionali per negare agli Agricoltori il diritto, sacrosanto, alla proprietà delle sementi.

…La Biodinamica rida la fertilità ai campi perché rifiuta la monocoltura e ricorre alla rotazione, una pratica antica ma sempre valida perché è una maniera sostenibile in termini ambientali ed energetici di ridare fertilità alla terra. Dice no ai concimi di sintesi (che stravolgono il ciclo naturale dell’azoto) e si avvale delle concimazioni con letame sapientemente compostato.

…La Biodinamica è molto rispettosa della biodiversità e non inquina i terreni e le acque come invece fa l’agricoltura industriale.

…La Biodinamica rispetta anche il consumatore. Gli fornisce, infatti, cibo di alta qualità perché non forza le piante a produzioni eccessive, ma le alleva nel rispetto delle loro esigenze in acqua e sali minerali da un lato, e di luce dall’altro.

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