La fine dell’orto di Obama e l’elogio al cibo industriale

La fine dell’orto di Obama e l’elogio al cibo industriale

Ricordate l’orto di Obama? Quello per cui il New York Times scrisse: “L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa portare a una dieta più salutare per tutti, e a ridurre di conseguenza […]

Ricordate l’orto di Obama? Quello per cui il New York Times scrisse: “L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa portare a una dieta più salutare per tutti, e a ridurre di conseguenza la domanda per le grandi coltivazioni industriali e il loro uso di petrolio per i trasporti, e di sostanze chimiche per fertilizzare”.

Ebbene non si può più fare. La Casa Bianca – hanno sentenziato gli esperti – è inquinata, non ha un terreno adatto alla crescita di prodotti organici.

Ma caro Presidente, di cosa si preoccupano i suoi agronomi? Non hanno letto i giornali ultimamente? Gli scienziati hanno scoperto, si dice, che il biologico è solo un sistema per far soldi e che i cibi con pesticidi, additivi e quant’altro non danno nessun problema!

Sarà, ma le insalate e le zucchine del mio orto continuano a sembrarmi tanto più saporite…

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