Agricoltura industriale e declino alimentare

Agricoltura industriale e declino alimentare

Oggi i cibi sono molto meno nutrienti d’un tempo a causa dei metodi dell’agricoltura industriale intensiva che ha fortemente depauperato i terreni con la conseguenza di pesanti perdite di minerali e vitamine in ortaggi, frutta e cereali. Riportiamo alcuni dati preoccupanti dal sito genitronsviluppo: Nel frumento e nell’orzo, le concentrazioni di proteine è diminuito del […]

Oggi i cibi sono molto meno nutrienti d’un tempo a causa dei metodi dell’agricoltura industriale intensiva che ha fortemente depauperato i terreni con la conseguenza di pesanti perdite di minerali e vitamine in ortaggi, frutta e cereali.

Riportiamo alcuni dati preoccupanti dal sito genitronsviluppo:

  • Nel frumento e nell’orzo, le concentrazioni di proteine è diminuito del 30% lungo 50 anni tra il 1938 e il 1990.
  • Allo stesso modo, uno studio di 45 varietà di mais analizzato fra il 1920 e il 2001, ha constatato che la concentrazione di proteine, di olio e di tre aminoacidi sono diminuiti su tutte le nuove varietà.
  • Sei minerali sono diminuiti dal 22 al 39% in 14 varietà di grano ampiamente coltivato nel corso degli ultimi 100 anni.
  • Uno studio ufficiale dell’US Department of Agriculture (USDA) ha evidenziato che il tenore del calcio nei broccoli, in media di 12,9 milligrammi per grammo di peso a secco nel 1950, oggi è ridotto a soli 4,4 mg/g.
  • Uno studio sulla presenza di elevati livelli di fosforo utilizzato come fertilizzante nei lamponi ha trovato che l’applicazione ha causato un rendimento doppio e concentrazioni di fosforo nelle piante in aumento, ma nel frattempo altri otto livelli di minerali sono diminuiti tra il 20 e il 55%.

La qualità dei prodotti alimentari continua a dminuire costantemente dalla metà del secolo scorso, da quando cioè si è puntato a rendimenti più elevati mediante l’uso di fertilizzanti chimici e altre tecniche utilizzate in ambiente industriale agricolo. La biosfera dei terreni si è così sempre più impoverita e le concentrazioni di minerali nei campi coltivati sono diventate sempre più basse.

Anche la ricerca genetica è responsabile di questo declino. Selezionando infatti e scegliendo varietà di sementi che permettono una resa più alta si ottengono prodotti molto più ricchi di acqua e zucchero ma al contempo una pesante diminuzione di sali minerali e altri importanti nutrienti a noi necessari sia per mantenerci attivi e vitali sia perché hanno un’importantissima funzione protettiva e preventiva.

Sicuramente i prodotti del proprio orto – per chi ha questa possibilità – o quelli acquistati da piccoli coltivatori e aziende bio avranno con buona probabilità più nutrienti di quelli provenienti dall’agricoltura intensiva. In più consigliamo di associare ai pasti nutrimenti selvatici primordiali tuttora ricchi e densi di un ampio spettro di sostanze nutritive.

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