Micronutrienti: lo zinco/1

Micronutrienti: lo zinco/1

Gli elementi presenti in tracce coprono un ruolo importante in quanto componenti di enzimi fondamentali per il ciclo vitale. Lo zinco (Zn) è uno di quei minerali che, sebbene presenti nei tessuti in quantitativi appena rilevabili, sono pur tuttavia essenziali alla vita. Nel 1939 gli inglesi David Keilin e T. Mann dimostrarono che lo zinco […]

Gli elementi presenti in tracce coprono un ruolo importante in quanto componenti di enzimi fondamentali per il ciclo vitale.

Lo zinco (Zn) è uno di quei minerali che, sebbene presenti nei tessuti in quantitativi appena rilevabili, sono pur tuttavia essenziali alla vita.

Nel 1939 gli inglesi David Keilin e T. Mann dimostrarono che lo zinco era un componente essenziale dell’enzima anidrasi carbonica.

L’anidrasi carbonica è essenziale per accelerare le reazioni a carico dell’anidride carbonica che è un materiale di scarto e tale accelerazione è essenziale e indispensabile alla vita, come gli esperimenti dimostrano.

I ratti alimentati con una dieta povera di zinco smettono infatti di crescere, perdono il pelo, soffrono di squamosità della pelle, e muoiono prematuramente per carenza di zinco proprio come morirebbero per carenza di una vitamina.

Oggi sono noti, oltre all’anidrasi carbonica, più di 80 enzimi a base di zinco (fosfatasi alcalina, alcool deidrogenasi, ecc.) localizzati nel fegato, nel pancreas, nella prostata e in altri organi.

Nel nostro organismo sono contenuti circa 2 g di zinco, distribuiti prevalentemente nel sangue (50%) e nelle ossa e pelle (30% circa). Il restante 20% sta nel pancreas, negli occhi e negli organi sessuali maschili e sembra che abbia anche una funzione di riserva poiché si è osservato che un mancato apporto alimentare del minerale causa una migrazione verso il sangue e gli organi, ove deve svolgere compiti essenziali, con conseguenti lesioni della pelle e problemi osteoarticolari.

Il fabbisogno stimato quotidiano è di 15-20 mg e le sue principali fonti sono i frutti di mare, le aringhe, le uova, i piselli, il lievito di birra, avena, orzo, arachidi, lattuga, spinaci e fagioli. Le ostriche in particolare costituiscono la più alta fonte dietetica di zinco.

Ma a causa del depauperamento agricolo e degli allevamenti industriali si ritiene che gran parte della popolazione possa essere oggi a rischio per la carenza di zinco, così come di altri minerali, e se ne consiglia perciò spesso l’integrazione sia a scopo terapeutico che preventivo.

Occorre anche fare attenzione ai cibi, come legumi e cereali, contenenti fitati che si comportano come potenti sequestratori di zinco, se non ben cucinati o fermentati (il pane lievitato naturalmente contiene ad esempio la fitasi, enzima che inattiva i fitati).

I supplementi migliori di oligoelementi, incluso lo zinco, sono da una parte le microalghe e dall’altra i minerali fossili di origine vegetale e quindi naturalmente chelati e biodisponibili. [I – continua]

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