Il cromo può aiutare anche in caso di diabete?

Il cromo può aiutare anche in caso di diabete?

Abbiamo parlato in recenti post (qui e qui) del ruolo importante del microelemento cromo nel metabolismo glicemico. Fermo restando che il diabete è una patologia che va trattata dal medico specialista, consideriamo l’utilità del cromo come coadiuvante nutriterapico alla terapia e soprattutto in funzione preventiva. Il cromo organico è un componente di una sostanza chiamata […]

Abbiamo parlato in recenti post (qui e qui) del ruolo importante del microelemento cromo nel metabolismo glicemico. Fermo restando che il diabete è una patologia che va trattata dal medico specialista, consideriamo l’utilità del cromo come coadiuvante nutriterapico alla terapia e soprattutto in funzione preventiva.

Il cromo organico è un componente di una sostanza chiamata GTF (glucose tolerance factor) di cui rappresenta la parte attiva; gli altri componenti sono la niacina e alcuni aminoacidi.

Questo complesso organico stimola l’attività degli enzimi responsabili del metabolismo del glucosio, utile per l’energia e per la sintesi degli acidi grassi e del colesterolo, e agisce sull’insulina tramite il legame insulina-recettore insulinico.

Il fabbisogno giornaliero di cromo è fra 50 e 200 mcg, ma è difficile da assorbire: soltanto circa il 3% del cromo della dieta viene trattenuto dall’organismo e tende a diminuire con l’età.

Come integratore nutrizionale esiste in parecchie forme: il cromo inorganico viene assorbito all’1% massimo e quindi è da escludere, mentre, tra le forme biodisponibili, il complesso organico cromo-acido nicotinico, detto Cromo Polinicotinato risulta essere la forma maggiormente attiva ed è in grado di svolgere l’azione di coenzima dell’insulina, aiuta cioè l’insulina a compiere il suo lavoro di regolatore del metabolismo glicidico.

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