Sinergie protonutrizionali

Sinergie protonutrizionali

Ieri abbiamo visto qual è la differenza tra un alimento, e in particolare un protoalimento, e un integratore. Spesso oggi si legge su giornali e riviste divulgative, ma anche su alcune scientifiche, che è stato scoperto che quella singola vitamina, quell’oligoelemento o quell’enzima specifico ha proprietà speciali per proteggere dall’ossidazione cellulare o per migliorare la performance […]

Ieri abbiamo visto qual è la differenza tra un alimento, e in particolare un protoalimento, e un integratore.

Spesso oggi si legge su giornali e riviste divulgative, ma anche su alcune scientifiche, che è stato scoperto che quella singola vitamina, quell’oligoelemento o quell’enzima specifico ha proprietà speciali per proteggere dall’ossidazione cellulare o per migliorare la performance o prevenire l’invecchiamento ecc.

In verità il nostro corpo ha bisogno di tutti i nutrienti in una giusta proporzione, non solo, ma vitamine, minerali ed enzimi hanno assolutamente bisogno gli uni degli altri per essere assimilati e correttamente metabolizzati.

Una vitamina senza enzimi non funziona e a sua volta un enzima senza cofattori oligominerali non può svolgere la sua funzione.

Anche le cosiddette formule multivitaminiche e multiminerali hanno scarsa azione, primo perché non è con la semplice giustapposizione di nutrienti estratti o di sintesi che si riesce a ricreare la complessità di un alimento che può contenere tantissimi principi nutrizionali diversi, secondo perché l’assimilazione di nutrienti singoli si calcola che non arrivi al 4% e nelle miscele di nutrienti, attivati in vari modi con procedimenti fisico-chimici come la chelazione o altre tecniche sperimentali, non s’arriva nel migliore dei casi a un 10-20% di assimilabiltà effettiva.

La chiave è quindi nella sinergia e nella biodisponibilità, più che nel numero o nella quantità, e un buon prodotto, o meglio un programma, nutriterapico dovrebbe contenere sia protonutrimenti ad ampio spettro nutrizionale come microalghe e supercibi verdi, sia enzimi di origine preferibilmente fungale, sia buoni ceppi probiotici resistenti e vitali.

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