Vaccino bocciato

Vaccino bocciato

Si è parlato spesso in questo blog di come possiamo rafforzare le nostre difese naturali in modo fisiologico e senza danni. Abbiamo anche visto come l’uso regolare di microalghe, probiotici ed enzimi possa aiutare a sostenere e regolare il nostro sistema immunitario. Le vaccinazioni invece non sono prive di rischi ed effetti collaterali anche seri. Purtroppo non c’è un’adeguata […]

Si è parlato spesso in questo blog di come possiamo rafforzare le nostre difese naturali in modo fisiologico e senza danni. Abbiamo anche visto come l’uso regolare di microalghe, probiotici ed enzimi possa aiutare a sostenere e regolare il nostro sistema immunitario.

Le vaccinazioni invece non sono prive di rischi ed effetti collaterali anche seri. Purtroppo non c’è un’adeguata informazione su questi ultimi e spesso nuovi vaccini vengono proposti con troppa disinvoltura.

E’ il caso ad esempio dell’ultima campagna pubblicitaria che promuoveva la vaccinazione antipneumococco, patrocinata da uno dei maggiori sindacati di pediatri, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Il messaggio di fondo era: tutti i genitori dovrebbero proteggere i propri figli dalla meningite. Ma la campagna conteneva una serie di informazioni scorrette o taciute, come quella che la copertura data dal vaccino non è totale e neanche sufficientemente nota e che il vaccino non è privo di effetti indesiderati, anche gravi. Il vaccino poi è insolitamente costoso: costa ben 91.85 euro a dose, e devono esserne somministrate da due a tre dosi, a seconda dell’età in cui si comincia la somministrazione e, particolare non irrilevante, nei messaggi pubblicitari, molto scorrettamente, non era indicato che lo sponsor della campagna era un’azienda farmaceutica che produce proprio un vaccino contro lo pneumococco.

Per questi motivi l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha chiesto la sospensione della campagna pubblicitaria televisiva e radiofonica che promuoveva la vaccinazione e prevedeva come testimonial Rosanna Lambertucci.

Leggi i dettagli sulla vicenda nell’articolo di Altroconsumo.

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