Acidi grassi e filogenesi

Acidi grassi e filogenesi

Sul mistero del salto evolutivo dai primati evoluti all’homo sapiens sono state prodotte, oltre alla ben più nota teoria evoluzionistica di Darwin, negli ultimi due secoli svariate ipotesi, dalle più scientificamente creative alle più azzardate (interventi extraplanetari). Non mancano, tra le altre, anche spiegazioni che collegano l’assunzione di alcuni particolari nutrimenti con lo sviluppo delle facoltà razionali. Forse non sono sufficienti […]

Sul mistero del salto evolutivo dai primati evoluti all’homo sapiens sono state prodotte, oltre alla ben più nota teoria evoluzionistica di Darwin, negli ultimi due secoli svariate ipotesi, dalle più scientificamente creative alle più azzardate (interventi extraplanetari).

Non mancano, tra le altre, anche spiegazioni che collegano l’assunzione di alcuni particolari nutrimenti con lo sviluppo delle facoltà razionali. Forse non sono sufficienti per spiegare del tutto i mutamenti biologici e genetici intervenuti ma è indubbio che quei nutrienti sono serviti, almeno come materiale di costruzione, per sviluppare nuove potenzialità.

Scrive a proposito il Dr. Paolo Perucci: “…La sede del pensiero razionale, che consente di raccogliere ed elaborare le informazioni raccolte dai sensi e convertirle in una strategia atta a modificare l’ambiente o ad adattarsi ad esso per sopravvivere, è la corteccia frontale (…) Per circa 3 milioni di anni i nostri progenitori non avevano sviluppato in modo particolare questa struttura ed il loro comportamento non differiva in modo significativo da quello degli altri primati, tanto che 150.000 anni fa eravamo anche noi sull’orlo dell’estinzione (…) gli esemplari restati in Africa ( si calcola che non fossero più di 10.000) migrarono verso est fino a giungere in una zona ricca di laghi dove, per sopravvivere, impararono a cibarsi dei molluschi contenuti nelle conchiglie che reperivano sulle rive dei laghi stessi (…) Si ritiene che l’elevata presenza di DHA nel nuovo alimento, un vero cibo per il cervello, abbia consentito – in un tempo estremamente breve i termini evoluzionisti – un notevolissimo sviluppo della corteccia frontale, con conseguente incremento delle capacità di dominare l’ambiente e, in ultima analisi, di sopravvivere.” [leggi l’articolo completo]

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